The Last of Us 2", Druckmann: "Pedro Pascal dà a Joel una complessità maggiore rispetto al videogioco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre la seconda stagione della serie tv The Last of Us si è conclusa con un finale che ha diviso il pubblico, Neil Druckmann, creatore dell’omonimo videogioco da cui è tratta la produzione HBO, ha parlato delle differenze tra le due versioni del personaggio di Joel. "Pedro Pascal", ha spiegato, "porta sullo schermo un Joel più sfaccettato rispetto a quello interpretato da Troy Baker nel gioco". Una scelta che, se da un lato ha arricchito la narrazione, dall’altro ha contribuito a rendere più marcato il distacco tra la serie e il materiale originale.

La trasposizione televisiva, che nella prima stagione aveva conquistato critica e pubblico con oltre 8 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti, ha registrato un calo significativo negli ascolti con l’ultimo episodio, trasmesso durante il weekend del Memorial Day. I 3,7 milioni di viewership cross-platform, infatti, sono ben al di sotto dei 5,3 milioni dell’esordio della seconda stagione e ancor più lontani dal picco toccato dal finale della prima. HBO ha però sottolineato come i dati siano stati influenzati dal ponte festivo, prevedendo una risalita nelle prossime settimane grazie alle visualizzazioni on demand.

Il racconto, che nella seconda parte ha seguito fedelmente le trame controverse di The Last of Us Part II, ha portato sullo schermo momenti chiave come lo scontro tra Ellie e Abby, quest’ultima interpretata da Kaitlyn Dever. La struttura narrativa, che alterna punti di vista diversi, ha permesso di esplorare le conseguenze della violenza e della ricerca di vendetta, temi centrali nel percorso di Ellie, impersonata da Bella Ramsey

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.