Milano-Cortina dice addio, l'Arena di Verona celebra trenta medaglie e il passaggio di consegne alla Francia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sipario è calato sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, e l’ha fatto nel modo più spettacolare possibile, all’interno della cornice millenaria dell’Arena di Verona, trasformata per l’occasione in un palcoscenico globale sotto il Titolo di “Beauty in Action”. La cerimonia di chiusura, durata circa tre ore, ha rappresentato il commiato da un’edizione dei Giochi che resterà negli annali dello sport italiano non solo per l’organizzazione, definita “diffusa” e per la prima volta capace di coinvolgere due città metropolitane, ma soprattutto per i risultati ottenuti dagli atleti di casa. L’ingresso nell’anfiteatro dei medagliati azzurri, accolti dalle autorità presenti – tra cui spiccavano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana – ha aperto ufficialmente la serata, con il tricolore portato a sfilare da due simboli di questa spedizione: Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto. La biatleta friulana, tornata ai vertici dopo un anno di stop, e il pattinatore vicentino, oro nell’inseguimento a squadre, hanno guidato una delegazione forte di trenta podi, un bottino che supera di dieci lunghezze il precedente record di Lillehammer 1994.

Lo spettacolo, curato dall’agenzia creativa Filmmaster, ha cercato fin da subito la fusione tra la tradizione lirica e la contemporaneità, affidando al trombettista Paolo Fresu l’introduzione dell’Inno di Mameli, eseguito poi dal coro della Fondazione Arena. Il racconto visivo, impreziosito da un cortometraggio con Francesco Pannofino e dai camei di Achille Lauro e Manuel Agnelli, ha preceduto la parata delle novantatré delegazioni, un momento di festa in cui gli atleti giapponesi hanno voluto omaggiare l’Italia sventolando nuovamente bandiere tricolori, replica del gesto visto alla cerimonia inaugurale. Il palco, ispirato alla forma di una goccia d’acqua a simboleggiare il legame tra le Alpi e il mare, ha visto alternarsi le esibizioni di Roberto Bolle, la cui danza ipnotica ha incantato il pubblico, e le note di Gabry Ponte, che ha celebrato i diciottomila volontari, pilastro silenzioso di questi Giochi.

Prima del momento clou della serata, ovvero lo spegnimento del braciere, si è consumato il rito del passaggio di consegne. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e quello di Cortina, Gianluca Lorenzi, hanno consegnato la bandiera olimpica ai rappresentanti delle Alpi Francesi, che ospiteranno l’edizione invernale del 2030. Un momento istituzionale che ha visto l’esecuzione della Marsigliese e che ha suggellato il testimone passato dall’Italia alla Francia, nonostante l’assenza del presidente Emmanuel Macron, assente anche all’apertura, e del primo ministro Sébastien Lecornu, sostituito all’ultimo minuto per motivi di salute. Allo stesso modo, Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, non ha fatto la sua attesissima comparsa a Verona, trattenuto da impegni di politica interna e estera, lasciando che fossero i suoi atleti – reduci dalla vittoria nell’hockey maschile contro il Canada nell’ultimo atto agonistico dei Giochi – a godersi la serata.

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