Annegamenti nei fiumi italiani: due tragedie tra Lombardia e Po
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Redazione Interno
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Gli annegamenti nei fiumi italiani hanno provocato due tragedie in poche ore tra Lombardia e Veneto, con un ragazzo di 17 anni morto nel lago Maggiore e un uomo disperso nel Po dopo essersi tuffato per aiutare la figlia. I soccorsi sono intervenuti in due scenari diversi, impegnando i sommozzatori dei vigili del fuoco nelle ricerche delle persone finite in acqua. Gli episodi si sono verificati mentre aumentano i casi di persone coinvolte in incidenti durante i tuffi nei laghi e nei corsi d’acqua.
Le ricerche nel lago Maggiore dopo la morte del 17enne
A Luino, in provincia di Varese, è stato recuperato nelle prime ore del 31 luglio il corpo del ragazzo di 17 anni di nazionalità egiziana disperso dalla serata del 30 luglio nelle acque del lago Maggiore, alla foce del fiume Tresa, tra Luino e Germignaga. Il giovane è stato individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco su un fondale di pochi metri, al termine delle operazioni avviate subito dopo l’allarme. I tentativi di rianimazione effettuati dopo il recupero non hanno permesso di salvargli la vita.
L’allarme per il ragazzo era scattato giovedì intorno alle 19.30, quando un passante aveva notato due giovani in difficoltà nell’acqua. Le squadre di soccorso hanno avviato le ricerche nella zona della foce del Tresa, concentrandosi sul tratto del lago Maggiore interessato dall’accaduto. La tragedia ha riguardato una delle due situazioni registrate in Lombardia in meno di 24 ore, insieme al caso dell’uomo disperso nel Po in provincia di Mantova.
L’uomo disperso nel Po dopo il tentativo di salvare la figlia
In provincia di Rovigo, nelle acque del Po, un uomo di 34 anni di origine moldava si è gettato nel fiume per salvare la figlia piccola e non è più riemerso. La famiglia si trovava su una spiaggetta quando è avvenuto l’incidente, che ha fatto scattare immediatamente le operazioni di ricerca. I sommozzatori dei vigili del fuoco sono stati impegnati nelle attività di recupero, iniziate dal pomeriggio del 30 luglio, ma le ricerche non hanno portato a un esito positivo.
Il caso del Po si inserisce nella stessa sequenza di interventi che ha coinvolto le acque interne italiane in un arco temporale molto breve. In provincia di Mantova si cercava il padre che aveva tentato di soccorrere la figlia e l’amica della ragazza, entrambe in difficoltà mentre erano in acqua. Gli episodi registrati tra il fiume Po e il lago Maggiore hanno portato nuovamente l’attenzione sugli incidenti legati ai tuffi e ai tentativi di salvataggio in ambienti dove possono verificarsi situazioni di pericolo.
Le due tragedie avvenute tra Lombardia e Veneto raccontano situazioni diverse ma accomunate dall’intervento dei soccorsi in acqua. Da una parte il recupero del giovane disperso alla foce del Tresa, dall’altra le ricerche ancora in corso per l’uomo scomparso nel Po dopo il gesto compiuto per aiutare la figlia. Gli operatori hanno lavorato nelle ore successive agli allarmi per individuare le persone coinvolte e ricostruire quanto accaduto nei rispettivi luoghi degli incidenti.
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