Asta Bot maggio 2026, domanda inferiore alle attese nel supplementare
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Redazione Economia
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Il collocamento supplementare del Buono del Tesoro con scadenza 29 maggio 2026, svoltosi giovedì 27 novembre e riservato agli operatori specializzati, ha registrato un'esigua domanda da parte del mercato. Sebbene le offerte presentate ammontassero a 750 milioni di euro, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ne ha assegnati, in questa cosiddetta seconda tranche, soltanto 20 milioni. Un risultato che, se da un lato conferma la cautela degli investitori istituzionali in questa fase specifica, dall'altro porta l'importo totale in circolazione del Titolo a 7,52 miliardi, comprensivi dei 7,5 miliardi piazzati con successo nell'asta ordinaria del giorno precedente.
Il successo dell'asta principale e il rendimento offerto
Mercoledì 26 novembre, infatti, l'emissione semestrale del Bot era andata a buon fine, con il Mef che aveva collocato l'intera somma proposta di 7,5 miliardi. La richiesta, che si era attestata a 10,73 miliardi, aveva dimostrato un interesse piuttosto solido, spingendo il rendimento a sfiorare la soglia del 2,05%. Un tasso che, nonostante i recenti miglioramenti nel giudizio delle agenzie di rating sulla gestione del debito italiano, rimane su livelli significativi, riflettendo una certa premio per il rischio che gli operatori continuano a considerare.
Il calendario di fine anno per il debito pubblico
Gli appuntamenti per il rifinanziamento del Tesoro non si fermano qui, con un calendario di dicembre fitto di scadenze. Come comunicato dallo stesso Ministero, le date da tenere d'occhio sono il 10 e il 29 del mese, entrambe dedicate a nuove aste di Bot. Questi strumenti a breve termine, la cui remunerazione è interamente anticipata e determinata dallo scarto di emissione, rappresentano un pilastro per la copertura del fabbisogno statale, attirando una platea variegata di sottoscrittori, alcuni dei quali attratti proprio dalla tassazione applicata al momento dell'acquisto.
Il contesto internazionale e le prospettive immediate
L'andamento delle aste, che vedranno sul piatto anche i Btp a più lunga scadenza, si inserisce in un quadro finanziario globale ancora incerto, dove le decisioni della Federal Reserve statunitense sotto la presidenza di Donald Trump influenzano i costi del debito in tutto l'Occidente. La discrepanza tra il risultato dell'asta ordinaria e quello del successivo collocamento supplementare di novembre suggerisce come la liquidità, pur presente, venga impiegata con selettività, mentre il Tesoro prosegue nel suo programma di emissioni cercando di sfruttare il momento di relativa fiducia degli analisti.




