Il colpo di coda dell’inverno: neve e vento a 100 all’ora sulla pianura ravennate
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Redazione Interno
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L’ondata di maltempo che aveva fatto scattare l’allerta meteo già nella giornata di ieri ha investito la provincia con la violenza di un vortice artico, riportando il calendario indietro di almeno due mesi. Il repentino crollo delle temperature – scese di oltre dieci gradi rispetto ai valori primaverili di inizio settimana – ha trasformato le precipitazioni in vere e proprie bufere di neve, con accumuli insoliti per la stagione che si sono spinti fin sui territori settentrionali del Ravennate, imbiancando strade e campagne in località come Voltana, Lavezzola, Alfonsine e Villa Pianta. Il meteorologo Roberto Nanni, nell’analizzare il fenomeno, ha sottolineato come l’aria gelida stesse letteralmente “crollando” a partire dai settori più esposti della regione, generando condizioni da pieno inverno mentre, fino a poche ore prima, la primavera sembrava ormai consolidata.
La furia del vento e la chiusura delle pinete
Accanto alla neve, caduta a fiocchi fitti anche sulle aree di pianura tra Ferrara e Modena, il quadro meteorologico è stato dominato da raffiche di vento che hanno superato i cento chilometri orari, specialmente lungo la fascia costiera dove la bora ha soffiato con violenza inaudita. Il comune di Ravenna, in risposta all’allerta arancione diramata dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae, ha disposto la chiusura precauzionale dei parchi pubblici, delle pinete storiche e dei cimiteri, estendendo il divieto di accesso anche alle aree fluviali e agli arenili per scongiurare rischi legati alla caduta di alberi o alla violenza delle mareggiate. I vigili del fuoco, già dalle prime ore della mattinata, hanno dovuto gestire oltre un centinaio di interventi sul territorio regionale – una ventina solo nel reggiano – per rimuovere piante pericolanti e mettere in sicurezza le infrastrutture colpite dalle raffiche, che hanno creato non pochi disagi alla viabilità ordinaria e alla circolazione ferroviaria in alcuni tratti minori.
La neve a bassa quota e l’Appennino sotto zero
Se in pianura il fenomeno ha assunto i contorni di una bufera improvvisa, sugli Appennini il maltempo ha portato accumuli significativi che hanno imbiancato le vette e le aree collinari. A Pavullo nel Frignano, come riportato dai bollettini di Emilia Romagna meteo, si sono registrate intense nevicate, mentre nel modenese e nel ferrarese la quota neve è scesa fin sotto i duecento metri, con fiocchi misti a graupel che hanno dato spettacolo in località dove solitamente, a fine marzo, si contano già le fioriture. Il forte vento da nord, ruotando rapidamente, ha inoltre esacerbato la sensazione di freddo, con termometri fermi su valori prossimi allo zero o appena al di sopra, un brusco contrasto con i 16-18 gradi registrati nei giorni precedenti al passaggio del fronte.
Un miglioramento in vista ma con il gelo notturno
La perturbazione, alimentata da una saccatura di origine artica che ha generato un minimo depressionario sull’Adriatico, dovrebbe esaurire la sua spinta nel giro di poche ore, con un graduale miglioramento atteso già a partire dalla giornata di venerdì. Jacopo Zannoni di Rai Meteo, nel corso del consueto aggiornamento di “Buongiorno Regione”, ha confermato che la fase più acuta del maltempo era concentrata tra la notte e le prime ore del mattino, con il grosso delle precipitazioni in esaurimento. Tuttavia, se le condizioni meteo torneranno a essere più stabili, la colonnina di mercurio rimarrà particolarmente bassa, con il rischio di gelate notturne diffuse anche in pianura che manterranno un clima decisamente fuori stagione per i prossimi giorni.




