I Salari Italiani Crollano, Mentre Altri Paesi Europei Segnano Incrementi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre in Francia i salari reali – quelli depurati dall’inflazione – sono cresciuti del 5% e in Germania addirittura del 15%, in Italia il trend è inverso: un calo dell’8,7% dal 2008, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil). Una tendenza che colpisce soprattutto chi già guadagna poco, trasformando l’inflazione in una vera e propria «tassa dei poveri», come viene spesso definita, lineare e spietata con chi vive di lavori essenziali ma sottopagati: camerieri, badanti, braccianti, commesse, facchini.

A Savona, la CGIL denuncia una situazione ancora più drammatica: circa 15 mila lavoratori, nonostante abbiano contratti regolari, percepiscono meno di 10 mila euro lordi all’anno. «Una vergogna», sottolinea il sindacato, che chiama in causa anche la politica locale, accusata di non fare abbastanza per migliorare condizioni lavorative ormai insostenibili.

Il confronto con altre economie avanzate è impietoso. Se negli Stati Uniti, in Germania o persino in Corea del Sud i salari hanno tenuto o aumentato, in Italia il potere d’acquisto è crollato, scavando un solco sempre più profondo tra il nostro Paese e i competitor internazionali. Tra le nazioni del G20, solo il Giappone (-6,3%) e la Spagna (-4,5%) registrano perdite simili, ma nessuna raggiunge il -8,7% italiano.

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