Usa e Cina trovano un accordo sui dazi, ma è solo una tregua temporanea
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Redazione Esteri
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Dopo settimane di negoziati serrati, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un’intesa che, almeno provvisoriamente, blocca l’inasprimento dei dazi reciproci, eredità della guerra commerciale avviata da Trump nei confronti di Pechino. Le clausole definitive dovranno ancora essere definite nei dettagli e ratificate dai due leader, ma la direzione sembra tracciata. Si tratta, tuttavia, più di una pausa che di una svolta: l’accordo, infatti, riporta le parti alla situazione di un mese fa, senza risolvere le tensioni di fondo.
Il compromesso riflette una reciproca dipendenza. Gli Stati Uniti, che dipendono dalle terre rare cinesi – essenziali per settori come l’automotive, l’elettronica e le batterie –, hanno ottenuto la sospensione per sei mesi delle restrizioni all’export di questi materiali. In cambio, Washington ha acconsentito a riaprire le porte delle università americane agli studenti cinesi, una mossa che favorisce Pechino nell’accesso a tecnologie avanzate, come quelle legate all’intelligenza artificiale.
Trump ha celebrato l’intesa come un successo, sottolineando che i dazi complessivi sulle importazioni cinesi saliranno al 55%, somma delle aliquote già esistenti e di quelle recentemente negoziate. Ma al di là dei proclami, la realtà è che il dialogo non ha prodotto un vero cambiamento. L’Europa, intanto, resta ai margini: mentre Washington e Pechino trattano, Bruxelles fatica a ritagliarsi un ruolo nello scontro tra le due superpotenze.




