La strage dei bambini in Israele: le foto del Jerusalem Post confermano l'orrore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il Jerusalem Post ha confermato, attraverso foto verificate, la notizia della decapitazione di alcuni bambini durante l'assalto a Kfar Aza. Le immagini mostrano corpicini a brandelli, imbrattati di sangue o carbonizzati, come se fossero pezzi di legno o altro materiale inerte e non piccoli bambini di appena un anno.
Queste immagini sono la prova della guerra ai tempi dell'intelligenza artificiale, con fotografie geolocalizzate e elementi concreti come particelle di DNA estratte. La propaganda viaggia a velocità siderali sui social, influenzando milioni di persone e determinando persino scelte politiche in base all'opinione pubblica.
Sabato mattina, mentre le sirene annunciavano l'arrivo di missili in quasi tutto il paese, Gerusalemme compresa, ho scambiato il primo di una serie di brevi messaggi su WhatsApp con una mia amica. Alle 14.45 le ho scritto l'ultimo: la radio riferiva che l'esercito stava entrando nel kibbutz Be’eri e anche nel suo, Kfar Aza. Mi ha risposto che lo sapeva. Poi più niente, per tutta la notte.




