Noleggio sociale auto, come funziona: canone da 100 euro e rottamazione, ecco chi può fare domanda

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una macchina nuova, con assicurazione, manutenzione e bollo già compresi nel canone, a 100 euro al mese: non è un'utopia, ma il nuovo noleggio sociale. La misura, ispirata al leasing sociale già sperimentato in Francia, punta ad aiutare le famiglie a basso reddito a muoversi con un'auto nuova e più sicura, e allo stesso tempo a svecchiare un parco circolante che in Italia resta tra i più anziani d'Europa, con una vita media dei veicoli che sfiora i 13 anni.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presentato il programma nell'ambito del Dpcm Automotive, sottolineando come il vero scoglio non sia tanto la volontà politica delle singole nazioni, quanto piuttosto un quadro normativo europeo che rischia di rendere vani gli sforzi economici: "Puoi mettere tutte le risorse che vuoi ma se non cambiano le regole è come buttarle in un pozzo di San Patrizio o svuotare il mare con un secchiello", ha dichiarato durante la conferenza stampa, accendendo i riflettori su un provvedimento che, sebbene ambizioso, presenta numerosi vincoli e

Tempistiche ancora tutte da definire.

Un modello a costo fisso, ma senza libertà di scelta

Il funzionamento del noleggio sociale, che si inserisce all'interno di un pacchetto più ampio di incentivi per il settore automotive, è stato dettagliato dal MIMIT in collaborazione con l'ACI. L'idea di base è quella di offrire un'auto nuova con un canone mensile contenuto per i nuclei familiari in difficoltà economica. Tuttavia, a differenza di quanto si potrebbe immaginare, il modello di vettura non potrà essere scelto liberamente: sarà uno solo, individuato attraverso una gara pubblica gestita proprio dall'ACI.

Questo aspetto, se da un lato garantisce omogeneità e probabilmente costi più bassi grazie a un acquisto in blocco, dall'altro limita fortemente l'utenza, costretta ad adattarsi alle caratteristiche di un veicolo che potrebbe non rispondere alle esigenze di tutti. Il tetto massimo di spesa per ciascun veicolo è stato fissato a 14.800 euro, una cifra che, considerando l'attuale listino del mercato automobilistico, esclude di fatto buona parte delle city car più diffuse e apprezzate, costringendo i potenziali beneficiari a orientarsi verso modelli di fascia bassa o di segmenti ormai in via di estinzione.

I requisiti per accedere: Isee e rottamazione

Per presentare domanda e sperare di rientrare nella graduatoria, i cittadini devono possedere un doppio requisito essenziale. Il primo è di natura economica: un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 30.000 euro. Un limite piuttosto alto se paragonato ad altre misure di sostegno, che potrebbe allargare la platea dei potenziali beneficiari includendo anche famiglie con un reddito medio-basso. Il secondo vincolo, forse il più significativo sul piano della transizione ecologica, è la rottamazione del vecchio veicolo.

Un meccanismo che mira a togliere dalle strade le auto più vecchie e inquinanti, ma che richiede all'utente di fare a meno del proprio mezzo per tutto il tempo dell'istruttoria e dell'arrivo del nuovo veicolo. Da notare come, a differenza del modello francese che ha ispirato la misura e che era riservato esclusivamente alle auto elettriche, il noleggio sociale italiano sia aperto anche ai motori termici, purché rispettino i limiti imposti dalla normativa Euro 6.

Una scelta che tiene conto della realtà produttiva e culturale del nostro Paese, ancora fortemente legata alla tradizione del motore a scoppio, ma che potrebbe sollevare qualche critica da chi vede nella mobilità elettrica l'unica strada per il futuro.

Costi e benefici: l'acquisto dopo tre anni

Il canone mensile di 100 euro rappresenta senza dubbio il punto di forza dell'iniziativa, soprattutto se si considera che al suo interno sono già compresi non solo il noleggio del mezzo, ma anche l'assicurazione, la manutenzione ordinaria e il bollo auto. Una cifra che, di questi tempi, è appena superiore a quella che molte famiglie spendono per il solo carburante o per la revisione di un'auto vecchia. La durata del contratto di noleggio è prevista in tre anni, al termine dei quali l'utente avrà la facoltà di acquistare il veicolo a un prezzo agevolato.

Questo passaggio finale rappresenta un'opportunità concreta per entrare in possesso di un bene durevole, trasformando un costo mensile in un investimento a lungo termine. Gli importi esatti del riscatto non sono stati ancora resi noti, perché dipenderanno dal modello vincitore della gara d'appalto, ma è lecito attendersi una cifra ben al di sotto del valore di mercato dell'auto, considerato il contributo pubblico previsto dal decreto.

Tempi e risorse: quando parte realmente il programma

Nonostante l'entusiasmo per la presentazione, avvenuta ufficialmente ieri 23 luglio, la strada verso l'avvio operativo del noleggio sociale appare ancora lunga e irta di ostacoli burocratici. La prima tranche di finanziamento messa a disposizione ammonta a 50 milioni di euro, una cifra che dovrebbe consentire di immatricolare circa 3.000 veicoli. Un numero che, in un Paese con oltre 40 milioni di auto circolanti, appare quasi simbolico, più che strutturale. Il vero problema, però, riguarda le tempistiche della gara europea che deve essere bandita per selezionare il fornitore del veicolo.

Un iter che, come spesso accade in questi casi, potrebbe richiedere molto più tempo del previsto, facendo slittare il primo effettivo noleggio alla fine del 2026 o addirittura all'inizio del 2027. Un ritardo che potrebbe raffreddare l'entusiasmo iniziale e che rischia di far perdere slancio a un'iniziativa che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rappresentare un volano per il rinnovo del parco auto italiano e un sostegno concreto alle famiglie meno abbienti.

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