Il terrore dei bambini nello scuolabus ribaltato: “Mamma, ho visto la morte in faccia”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La voce di Angela, 49 anni, è un filo spezzato dall’insonnia e dall’urgenza di proteggere sua figlia da un ricordo che, ne è certa, difficilmente si cancellerà. La donna, originaria di Borgata Costiera, ha trascorso l’intera notte in apnea, vegliando sul sonno agitato della tredicenne, una dei nove studenti rimasti coinvolti nel ribaltamento dello scuolabus avvenuto ieri in via Salemi, a Mazara del Vallo.
È stata proprio la ragazza, studentessa di terza media, a raccontare alla madre la sensazione di aver visto la morte con i propri occhi, un’immagine che le si è stampata dentro dopo lo schianto violento che ha lanciato il mezzo pesante fuori strada.
La dinamica e l’impatto
La dinamica dell’incidente, che ha richiesto l’attivazione del piano ospedaliero per il massimo afflusso di feriti (Peimaf), vede coinvolta una Nissan Qashqai priva di copertura assicurativa, guidata da un uomo sprovvisto di patente. Nell’urto – descritto dall’assistente ventiduenne Vito Ingrande come un boato simile allo scoppio di una bomba – il pulmino si è capovolto su un fianco, costringendo i piccoli passeggeri e gli adulti a vivere secondi di panico assoluto.
Se da un lato il bilancio dei feriti ha destato grande apprensione, dall’altro le ultime comunicazioni ufficiali dell’Asp di Trapani hanno fornito un quadro in evoluzione positiva: tre minori sono stati già dimessi ieri sera, mentre un ragazzo di sedici anni si trova ancora ricoverato nel nosocomio mazarese ma in condizioni definite stabili.
Il racconto della madre
Non c’è lieto fine che possa cancellare il terrore percepito da chi si è ritrovato intrappolato tra le lamiere. Angela, ancora scossa, racconta di aver ricevuto la prima chiamata dalla figlia tramite il cellulare prestato da una signora presente sul luogo: una telefonata interrotta bruscamente, che ha gettato lei e il marito in una spirale di angoscia. "Vorrei farle dimenticare quello che è successo – ha confessato la madre ai cronisti – con mio marito ci proviamo, ma so che è difficile".
Arrivati sul posto, i genitori si sono trovati davanti la scena drammatica del mezzo capovolto e dei bambini seduti a terra sotto shock, in attesa dei soccorsi che sono stati prontamente coordinati dagli assistenti Vito e Daniela, i quali hanno estratto fisicamente la ragazza dall’abitacolo.
Le reazioni nell’enclave di Borgata Costiera
L’eco della paura si è propagata immediatamente anche tra le altre famiglie della frazione. Un’altra residente, Manuela, ha descritto l’atmosfera di terrore che si è diffusa mentre lei e altre donne si trovavano a pranzo: alla notizia dell’incidente, alcune madri sono letteralmente scattate in piedi per raggiungere l’ospedale, mentre altre sono rimaste bloccate in una sorta di limbo angosciante, nell’impossibilità di sapere se i propri figli fossero tra i passeggeri.
L’attenzione ora è concentrata sulla guarigione fisica dei piccoli: oltre al sedicenne ricoverato a Mazara, i tre fratellini trasferiti a Palermo sono stabili e uno di loro ha già subito la riduzione della frattura. Sono in buone condizioni anche gli altri quattro minori portati a Trapani e i tre finiti a Marsala, mentre tre adulti restano ancora in osservazione.




