Maltempo in Molise, fiumi in piena e diga sotto pressione: evacuazioni lungo il trigno e biferno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ondata di maltempo che sta flagellando il Molise ha raggiunto livelli di criticità tali da costringere la Protezione Civile e le amministrazioni locali a un’azione costante, fatta di monitoraggi serrati e interventi diretti sul territorio. A preoccupare maggiormente, in queste ore, è la situazione idrogeologica: il combinato disposto tra piogge persistenti e l’accumulo nevoso – con un metro e mezzo di neve registrato in quota – ha trasformato i corsi d’acqua in colossi difficili da contenere. Il fiume Trigno, in particolare, è uscito dagli argini nella contrada Padula, lungo la strada che costeggia il Consorzio di Bonifica Sud Vasto, in un tratto compreso tra il depuratore consortile e l’impianto del Molino. Una fuoriuscita che ha reso necessaria la chiusura immediata della strada già in mattinata, mentre alcune famiglie residenti nell’area sono state raggiunte dai soccorsi per essere allontanate dalle loro abitazioni, ora improvvisamente esposte al rischio di essere sommerse dalla corrente.

Pressione sulla diga e scarichi controllati

Parallelamente all’emergenza sul Trigno, l’attenzione si è spostata verso il bacino del Biferno, dove la diga di Ponte Liscione ha raggiunto livelli di guardia particolarmente delicati. I tecnici hanno rilevato una quota di invaso pari a 124,86 metri sul livello del mare, un valore che si avvicina pericolosamente alla soglia di regolazione ordinaria fissata a 125,50 metri. Per contenere l’innalzamento e scongiurare il superamento della capacità dell’invaso, la Protezione Civile ha disposto l’apertura completa dello scarico di fondo, incrementando la portata immessa nel fiume fino a 525 metri cubi al secondo. Questa misura, seppur indispensabile per preservare l’integrità della struttura, sta riversando a valle un volume d’acqua imponente, che si somma a quello già ingrossato dalle precipitazioni delle ultime ore.

Allerta massima lungo il litorale e nelle aree interne

Le conseguenze di questa gestione controllata si fanno sentire lungo tutto il corso del Biferno, con il livello di allerta che è stato portato al rosso anche lungo il litorale. A Termoli, in Puglia, dove il fiume sfocia nell’Adriatico, le autorità hanno predisposto piani di evacuazione preventiva per le zone più esposte, temendo che la portata straordinaria, combinata con le condizioni meteomarine avverse, possa generare rigurgiti e allagamenti diffusi. Non si tratta solo di una gestione emergenziale a valle, ma di un quadro complesso in cui ogni decisione a monte – come l’apertura degli scarichi della diga – si riverbera inevitabilmente su un territorio già provato da ore di pioggia intensa e dal conseguente ammorbidimento del terreno.

Monitoraggio costante e scuole chiuse

Sul fronte della viabilità, il quadro rimane fortemente compromesso con numerose arterie secondarie rese impraticabili dall’acqua o dal fango. La decisione di chiudere le scuole in diversi comuni della regione è stata presa non solo come misura cautelativa per gli studenti, ma anche per alleggerire la pressione sulla circolazione, permettendo ai mezzi di soccorso e ai tecnici della Protezione Civile di muoversi con maggiore rapidità. Le operazioni di evacuazione, coordinate dalle amministrazioni locali, proseguono senza sosta nelle zone considerate a maggior rischio, con le squadre dei vigili del fuoco impegnate a supportare gli abitanti che scelgono di lasciare le proprie case. L’attenzione resta concentrata sull’evoluzione dei livelli idrometrici, con i tecnici che monitorano costantemente la tenuta degli argini e l’efficacia degli scarichi della diga del Liscione, dove l’afflusso di acqua continua a mantenersi elevato nonostante una temporanea attenuazione delle precipitazioni più violente.

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