Cefpas, la procura di Caltanissetta chiede l’arresto del deputato Gallo Afflitto per corruzione
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Redazione Interno
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L’ombra della corruzione, ancora una volta, si allunga sulla sanità siciliana e sulle sue istituzioni. La Procura della Repubblica di Caltanissetta, al termine di un’indagine complessa e articolata che si trascina ormai da mesi (le prime attività investigative risalgono al giugno del 2023), ha formalmente richiesto l’applicazione di misure cautelari custodiali nei confronti di otto persone, tra cui spicca il nome di un parlamentare regionale in carica.
L’inchiesta, che ha per oggetto la presunta gestione fraudolenta del Cefpas – il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, un ente strumentale della Regione Sicilia con sede proprio a Caltanissetta – ha portato all’emissione di altrettanti inviti a comparire per l’interrogatorio di garanzia, notificati questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile nissena e dai colleghi del Servizio Centrale Operativo di Roma, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Palermo e Agrigento.
Il presunto patto corruttivo al vertice dell'ente
Secondo il pesante quadro accusatorio delineato dai pubblici ministeri – un quadro che il Giudice per le Indagini Preliminari dovrà ora vagliare nella sua interezza prima di decidere se convalidare o meno le restrizioni – il Cefpas sarebbe stato ridotto a poco più di un “strumento” nelle mani del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, finito così nel mirino della giustizia con l’accusa di corruzione.
La ricostruzione della Procura, guidata dal procuratore Salvatore De Luca, dipinge il meccanismo di uno scambio illecito tanto sistematico quanto spregiudicato: il direttore pro tempore del Centro, Roberto Sanfilippo (anche lui tra gli indagati), avrebbe di fatto “asservito” le sue funzioni e i suoi poteri agli interessi personali ed elettorali dell’esponente politico.
In cambio di questo zelo, Gallo Afflitto – in concorso con un altro funzionario del Cefpas, Gioacchino Pontillo, ritenuto il suo uomo di fiducia – avrebbe garantito a Sanfilippo la nomina al vertice dell'ente a partire dal 31 marzo 2023, assicurandogli la permanenza nella poltrona per ben tre anni, a patto che si attenesse ciecamente alle direttive ricevute.
Incarichi alla moglie, appalti pilotati e il caso del “fratello prelato”
La lista dei presunti favori concessi per consolidare questo patto corruttivo è lunga e dettagliata, tanto da aver indotto la magistratura a ipotizzare non solo la corruzione ma anche il falso ideologico a carico di alcuni dei soggetti coinvolti. Al centro delle contestazioni, ad esempio, ci sono i numerosi incarichi assegnati alla stessa moglie del deputato Gallo Afflitto: la donna avrebbe ricevuto quattro distinte consulenze e persino un contratto a tempo determinato, sempre all'interno del Cefpas.
Per permetterle di lavorare più comodamente nella provincia di Agrigento, su richiesta del parlamentare venne sottoscritto un accordo quadro proprio con l’Asp di Agrigento (il cui direttore generale, Giuseppe Capodieci, è finito sotto inchiesta per lo stesso reato di corruzione), un accordo che facilitava le procedure di distacco del personale tra i due enti.
Non solo: c’è chi, come l’imprenditore Pietro Tirone (legale rappresentante della Sice srl, aggiudicataria di un appalto per lavori di manutenzione edilizia del Cefpas per il quinquennio 2023-2027), avrebbe messo la propria azienda a “completa disposizione” del politico in cambio di favoritismi nella gestione del cantiere. E ancora, spicca la vicenda relativa all’appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale, affidato – sempre secondo il dossier della Procura – a un operatore economico privo delle necessarie competenze tecniche in materia.
Una scelta, questa, che non sarebbe affatto casuale: l'aggiudicatario era infatti il fratello di un alto prelato, una figura della quale Gallo Afflitto intendeva sfruttare l’influenza sull’elettorato cattolico in vista delle sue tornate elettorali.
Perquisizioni e ruolo dei funzionari nelle commissioni
Oltre ai già citati Gallo Afflitto, Sanfilippo, Capodieci, Pontillo e Tirone, risultano indagati anche Maria Luisa Zoda (funzionaria del Cefpas), Salvatore Enrico Giambelluca (medico in quiescenza) e Vincenzo Raitano (funzionario regionale in pensione). A questi ultimi, che avevano o hanno tuttora ruoli nelle varie commissioni di valutazione dell'ente, viene contestato – a vario titolo – di aver favorito l’assegnazione dell’incarico dirigenziale all’uomo di fiducia del deputato o di aver attestato falsamente la regolarità delle procedure.
Come detto, le perquisizioni delegate dalla magistratura sono scattate nelle scorse ore, in particolare presso l’ufficio del deputato Gallo Afflitto (sono state invece escluse le sedi del suo partito, Forza Italia). Le indagini, coordinate dal gruppo della Procura specializzato nei reati contro la Pubblica Amministrazione, sono ancora in piena fase preliminare.
Tra gli otto indagati, è emerso che non figurano altri membri dell’Assemblea Regionale Siciliana né parlamentari nazionali, circostanza che restringe il perimetro dell’inchiesta a un presunto sistema di potere circoscritto ma estremamente radicato al vertice dell’ente di formazione.




