Benzina esaurita tra Ventimiglia e Sanremo per l’assalto dei francesi ai distributori più convenienti
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Redazione Economia
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Il ponte di Pasqua, si sa, è da sempre un moltiplicatore di flussi transfrontalieri, ma quest’anno lungo la riviera ligure il movimento di automobilisti ha generato un effetto del tutto inaspettato: la corsa al carburante. Tra Ventimiglia, Sanremo e Imperia, infatti, diversi distributori hanno letteralmente esaurito le scorte di benzina e gasolio, presi d’assalto soprattutto da cittadini francesi i quali – approfittando dei prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quelli praticati Oltralpe – hanno deciso di fare il pieno prima di rientrare. Un comportamento, questo, dettato da un differenziale di costo che, seppur fisiologico in zona di confine, si è trasformato in un vero e proprio collasso logistico per alcuni impianti.
Code e cartelli “esaurito”: la geografia a macchia di leopardo del carburante
Il fenomeno non è stato omogeneo. Camminando tra le stazioni di servizio della provincia imperiese si respira un’aria di emergenza silenziosa: chi ha sigillato le pompe con un cartello “gasolio esaurito”, chi ha riaperto solo per poche ore salvo poi essere nuovamente travolto dalle richieste. La situazione ricorda, in piccolo, quanto accaduto in altri periodi di tensione sui mercati energetici, ma qui la causa scatenante non è una guerra o un blocco delle raffinerie. È la semplice, brutale legge della domanda concentrata in pochi giorni: migliaia di automobilisti francesi hanno puntato gli stessi distributori, quelli con i prezzi più aggressivi, generando code chilometriche e un progressivo prosciugamento delle riserve. In alcuni casi, riferiscono fonti locali, il gasolio è finito nel giro di poche ore, lasciando i gestori senza possibilità di rifornimento immediato.
L’effetto Eni e il taglio delle accise: perché proprio quei distributori?
A fare la differenza, in questo scenario, è stata la tempistica con cui il Gruppo Eni ha recepito il taglio delle accise deciso dal governo. Mentre altre “bandiere” – comprese quelle bianche – hanno applicato la riduzione con gradualità, Eni l’ha fatta propria in tempi molto rapidi, abbassando i prezzi alla pompa anche di 10 o 15 centesimi al litro rispetto alla media. Ne è scaturito un “effetto valanga” che ha attirato non solo i privati cittadini, ma anche, indirettamente, le stesse forze dell’ordine. I veicoli della polizia, proprio perché abituati a rifornirsi presso gli impianti più economici per ottimizzare le risorse pubbliche, si sono trovati attorno a sé soltanto pompe “a secco”, rischiando di rimanere a piedi in un momento di intensa attività legata ai controlli sul traffico post-pasquale.
Gasolio esaurito anche nel Pordenonese: consegne in ritardo e code
Se il caso più eclatante riguarda il confine francese, non è l’unico. Nel Pordenonese, lontano dal mare e dalle frontiere internazionali, si registra una dinamica simile ma con cause parzialmente diverse. Qui il gasolio “va e viene” – come raccontano i gestori – tra ritardi nelle consegne da parte dei distributori all’ingrosso e un’impennata della domanda interna. Gli automobilisti si mettono in coda pur di fare il pieno, spinti da un ragionamento semplice: se il prezzo è ancora conveniente, meglio non aspettare. Il risultato è un quadro a macchia di leopardo, dove alcuni punti vendita Eni hanno registrato esaurimenti improvvisi di gasolio e un razionamento di fatto, imposto non da un provvedimento formale ma dalla semplice scarsità del prodotto.
L’assalto dei turisti francesi: un fenomeno destinato a ripetersi?
L’attenzione resta comunque concentrata sull’asse Ventimiglia-Sanremo, dove l’afflusso di turisti d’Oltralpe ha assunto i contorni di un assalto pianificato. Molti di loro, rientrando dalle vacanze pasquali, hanno programmato il rifornimento come tappa obbligata, ben consapevoli che il risparmio rispetto ai prezzi francesi – storicamente più alti a causa di una fiscalità diversa – copre abbondantemente il piccolo deviazione. Il problema, per i gestori italiani, è che la capacità degli impianti non è dimensionata per picchi di domanda così concentrati. Così, accanto alle pompe sigillate e ai cartelli “gasolio esaurito”, si moltiplicano le auto in doppia fila e i nervi tesi. Nessuna speculazione, solo numeri: troppe richieste, troppo poche scorte, almeno per quelle ore. E la cronaca registra, senza enfasi, un piccolo caos logistico lungo la strada che unisce due paesi europei separati da una manciata di chilometri ma da un abisso di centesimi al litro.




