Benzina esaurita tra Ventimiglia e Sanremo, l’assalto dei francesi ai distributori più convenienti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel ponente ligure, dove il confine con la Francia si fa labile e le code al valico sono ormai un rituale stagionale, questi ultimi giorni hanno registrato un fenomeno tanto anomalo quanto rivelatore delle disparità di prezzo tra i due lati delle Alpi. Tra Ventimiglia, Sanremo e Imperia, diverse stazioni di servizio hanno letteralmente esaurito il carburante – benzina e diesel – a causa di un afflusso massiccio di automobilisti d’Oltralpe, i quali, di rientro dalle vacanze di Pasqua, hanno deciso di fare il pieno prima di varcare il confine. Un’occasione, la loro, per approfittare di un costo alla pompa sensibilmente inferiore rispetto a quello praticato in Francia, dove le accise e le politiche fiscali rendono il rifornimento un lusso sempre meno accessibile per le famiglie medie.

L’effetto valanga sulle pompe di Ventimiglia e Imperia

Il ponte pasquale si è chiuso da poche ore, ma le sue conseguenze, sul fronte dei distributori, restano tangibili. Non si tratta soltanto di traffico intenso – quello scontato – bensì di una vera e propria rarefazione dell’offerta: i cartelli con la scritta “benzina esaurita” sono comparsi in sequenza lungo la fascia costiera, generando a loro volta nuove code, quelle di chi, sperando in un residuo di serbatoio, cercava invano un distributore ancora in grado di servire. Il fenomeno ha colpito in particolare le stazioni di servizio indipendenti e quelle posizionate lungo le principali vie d’accesso al confine, dove i prezzi, già più bassi della media italiana, diventano irresistibili per chi arriva da Nizza o Marsiglia.

Un assalto silenzioso, ma organizzato dai differenziali di prezzo

A innescare la corsa al rifornimento non è stata alcuna emergenza, né tantomeno un allarme logistico, bensì una semplice, aritmetica convenienza. Gli automobilisti francesi – molti dei quali turisti diretti verso casa dopo i giorni di festa – hanno riempito le taniche e i serbatoi con una discreta determinazione, tanto da svuotare in poche ore le riserve di alcuni impianti. Il meccanismo, per quanto prevedibile, ha assunto i contorni di un “assalto” silenzioso: nessun disordine, solo file ordinate e gestori costretti a chiamare i rifornitori con un’urgenza inusuale per il periodo. A farne le spese, paradossalmente, sono stati anche gli automobilisti italiani di passaggio, rimasti a secco in prossimità del rientro dalle proprie vacanze.

Code e disagi, ma senza tensioni: la cronaca di un fine settimana al limite

Da Ventimiglia a Sanremo, passando per i distributori dell’entroterra imperiese, la scena si è ripetuta con variazioni minime: lunghi serpentoni di auto con targa francese, gestori che tentavano di razionare gli ultimi litri e, infine, le pompe tappate con sacchi di plastica o cartelli improvvisati. Non si registrano episodi di particolare gravità – nessuna rissa né incidente degno di nota – ma il dato strutturale resta evidente: la differenza di prezzo tra Italia e Francia (dove il carburante può costare anche 20-30 centesimi in più al litro) genera periodicamente vere e proprie “emorragie” di carburante lungo la striscia di asfalto che unisce i due Paesi. Gli sviluppi giudiziari, per ora, non riguardano questo episodio: nessuna denuncia per accaparramento o speculazione, solo un disallineamento di mercato che, a ogni ponte festivo, rischia di lasciare i distributori liguri a secco per ore, in attesa che le autocisterne ripristinino la normalità.

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