Benzina esaurita tra Ventimiglia e Sanremo, l’assalto dei francesi ai distributori low cost
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Nel lungo ponte di Pasqua, quello che tradizionalmente trasforma la Riviera ligure in un mosaico di targhe europee, si è consumato un piccolo ma significativo fenomeno logistico: la benzina, letteralmente, è venuta a mancare in decine di pompe di benzina tra Ventimiglia, Sanremo e Imperia. La ragione, a ben guardare, non è da ricercare in un guasto alla raffineria di Genova o in uno sciopero degli autotrasportatori, quanto piuttosto in un’ordinaria legge di mercato – resa però esplosiva dalla geografia – quella secondo cui chi può risparmiare, anche solo pochi centesimi al litro, non esita a mettersi in coda pur di farlo.
L’effetto valico: prezzi più bassi, code più lunghe
L’assalto, va detto, non è stato improvviso. Già nei giorni precedenti la domenica di Pasqua, i gestori dei distributori situati lungo l’asse che costeggia il confine avevano notato un’impennata anomala della domanda. A fare il pieno, in larga maggioranza, erano automobilisti francesi – molti dei quali turisti rientrati dalle vacanze – ma anche svizzeri e austriaci, attratti da un vantaggio ormai strutturale: il costo della benzina e del gasolio in Italia, in questo specifico scorcio del 2026, risulta sensibilmente inferiore rispetto a quello praticato Oltralpe. Un divario che, durante l’esodo pasquale, si è trasformato in un’autentica ressa.
Pompe a secco tra Ventimiglia e Imperia, il paradosso del risparmio
Il risultato, come hanno raccontato alcuni automobilisti di ritorno, è stato sotto gli occhi di tutti: lunghe colonne di vetture – molte con targa francese – che attendevano il proprio turno, talvolta per oltre mezz’ora, riuscendo a malapena a rifornirsi prima che il serbatoio del distributore si prosciugasse. E proprio questo è accaduto in diverse stazioni di servizio delle zone più ambite, quelle cioè dove il prezzo al litro è storicamente più competitivo. Alcuni gestori, per far fronte all’emergenza, hanno provato a contingentare i rifornimenti, ma senza riuscire a evitare che, tra lunedì e martedì della settimana successiva alla Pasqua, più di una pompa restasse a secco.
Non solo francesi: anche il turismo domestico ha fatto la sua parte
C’è però un altro elemento, spesso trascurato, che ha contribuito ad aggravare la situazione. Al flusso transfrontaliero, infatti, si è aggiunto quello dei vacanzieri italiani – in particolare lombardi e piemontesi – scesi verso la costa per le festività. Anche loro, prima di mettersi in viaggio per il rientro, hanno naturalmente cercato di fare il pieno nella zona, approfittando di una rete di distributori che, per quanto capillare, ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte a una domanda così concentrata nel tempo e nello spazio. L’estremo lembo della Riviera, quello che guarda alla Francia, si è così trovato quasi a secco, con automobilisti costretti a percorrere decine di chilometri verso est per trovare un distributore ancora fornito.
Un fenomeno destinato a ripetersi? La geografia dei prezzi non cambia
Le conseguenze, per chi era di passaggio, si sono tradotte in nervosismo e qualche accesso diverbio alle casse automatiche. Le forze dell’ordine, a Ventimiglia come a Sanremo, hanno dovuto gestire code che invadono le strade statali, senza peraltro poter intervenire sul cuore del problema: la differenza di accise e di politiche fiscali tra i due Paesi. A nulla è valso, in questi frangenti, l’invito alla calma da parte dei gestori, che pure avevano segnalato da giorni l’eccezionalità del picco. Di certo, al netto delle scorte finite, l’episodio restituisce l’immagine di un confine dove il pieno di benzina è diventato, a tutti gli effetti, un bene conteso.




