Italia Under 21, Baldini punta su Pio Esposito per l'Europeo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Silvio Baldini vuole portare Pio Esposito agli Europei Under 21 del 2027 e spera che l'Inter permetta all'attaccante di partecipare al torneo. Dopo la qualificazione dell'Italia, conquistata con il 6-2 contro la Polonia del 5 ottobre, il commissario tecnico ha raccontato alla Gazzetta dello Sport i suoi progetti, il rapporto con i giovani azzurri e la filosofia con cui guida la Nazionale. Tra i temi affrontati anche lo straordinario gol di Cher Ndour, autore di una conclusione da 75 metri, e la necessità di concedere maggiore spazio ai talenti italiani nei rispettivi club.

Pio Esposito agli Europei, Baldini spera nel via libera dell'Inter

Il centravanti nerazzurro ha già manifestato personalmente al tecnico la volontà di disputare la competizione continentale. Durante un colloquio avvenuto nel giugno scorso, Esposito aveva spiegato di voler partecipare al torneo, anche perché aveva saltato l'edizione precedente. La sua presenza dipenderà dagli impegni con la Nazionale maggiore, che dal 4 all'8 giugno sarà coinvolta nelle Final Four di Nations League, e dalla disponibilità del club. Baldini non intende invece richiamare altri calciatori già promossi stabilmente tra i grandi, preferendo confermare il gruppo protagonista delle qualificazioni.

Gli obiettivi del selezionatore comprendono anche le Olimpiadi di Los Angeles del 2028, alle quali l'Italia potrebbe accedere attraverso il piazzamento nella competizione europea. Il torneo continentale si disputerà in Albania e Serbia dal 16 giugno al 3 luglio e assegnerà tre posti per i Giochi. Il tecnico considera la qualità individuale e lo spirito di squadra elementi fondamentali per competere ai massimi livelli. La fiducia trasmessa ai giocatori serve soprattutto a liberarli dalla pressione del risultato, evitando che la paura di sbagliare condizioni le loro prestazioni.

Il gol di Ndour e le regole del ct: niente simulazioni

Tra gli episodi più significativi dell'ultima partita spicca la prodezza del capitano azzurro, capace di sorprendere il portiere polacco con un tiro dalla propria metà campo. Baldini ha rivelato che, prima del ritiro, il centrocampista gli aveva confidato un episodio personale, rimasto riservato. Dopo la gara, l'allenatore gli ha spiegato di considerare quella confidenza legata al premio ricevuto sul campo. La rete è arrivata dopo un pallone recuperato nella fase difensiva, quando l'estremo difensore avversario si trovava molto lontano dalla porta.

Il rapporto personale con i calciatori rappresenta una parte essenziale del metodo dell'allenatore. Baldini ha spiegato che ogni ragazzo richiede un linguaggio diverso, citando il caso di Honest Ahanor, utilizzato contro i polacchi anche per compensare le assenze degli infortunati Favasuli e Fortini. Dopo averlo richiamato con durezza durante il gioco, il tecnico ha capito che quell'atteggiamento non stava funzionando. Nell'intervallo lo ha abbracciato e gli ha illustrato con calma i compiti di copertura su Pisilli e Liberali. Con altri elementi della rosa, invece, ritiene più efficace un rimprovero diretto.

La disciplina riguarda soprattutto il comportamento sportivo. Il commissario tecnico non tollera le simulazioni e ha spiegato che chi insiste in questi atteggiamenti rischia di essere escluso dalla formazione. Anche le perdite di tempo sono contrarie alle sue indicazioni: durante la sfida decisiva aveva chiesto ai giocatori di continuare ad attaccare indipendentemente dal punteggio. Per Baldini la crescita umana precede quella calcistica e comprende il rispetto degli avversari, l'impegno fino al fischio finale e il rifiuto delle scorciatoie. Ai suoi ragazzi chiede inoltre di non inseguire soltanto fama e denaro, ma di conservare il piacere di giocare.

Il messaggio ai club e il futuro dei giovani azzurri

Un altro punto centrale dell'intervista riguarda il poco spazio concesso ai giovani nelle squadre di appartenenza. Il selezionatore ha citato Niccolò Pisilli, inizialmente poco impiegato dalla Roma e successivamente arrivato alla Nazionale maggiore dopo aver trovato maggiore continuità. Secondo Baldini, senza partite ufficiali i calciatori non riescono a progredire, indipendentemente dalle loro qualità tecniche. L'allenatore ritiene che undici o dodici elementi della sua rosa siano già pronti per il salto di categoria e invita le società a non sacrificare le capacità individuali a un'applicazione troppo rigida degli schemi tattici.

Nello staff azzurro il tecnico si avvale anche di Andrea Barzagli, del quale apprezza l'umiltà e la preparazione. L'ex difensore è incaricato di illustrare ai giocatori diversi aspetti tecnici durante le riunioni, una responsabilità che testimonia la fiducia ricevuta dall'allenatore. Baldini ha parlato anche della presenza del figlio Mattia, precisando che il rapporto familiare non comporta privilegi professionali. Ha ricordato che, durante una precedente esperienza a Palermo, il collaboratore aveva inizialmente lavorato senza compenso, prima che la società decidesse di riconoscergli una retribuzione per l'attività svolta.

Il selezionatore ha infine descritto positivamente la collaborazione con il responsabile della Nazionale maggiore, Roberto Mancini, che ha consentito all'Under 21 di utilizzare i giocatori migliori negli ultimi impegni di qualificazione. Un ruolo importante nei rapporti tra gli staff è stato svolto anche da Claudio Ranieri, presente a Pescara per sostenere e motivare il gruppo. Baldini ha ricordato di aver già manifestato a Mancini, tre anni prima, il desiderio di allenare gli azzurrini, senza però ottenere allora l'incarico dalla federazione.

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