Raid russi nella notte in Ucraina, almeno nove vittime tra Zaporizhzhia e Kiev: missili balistici e droni contro infrastrutture civili

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La scia di sangue che da oltre quattro anni segna il territorio ucraino si è allungata ancora una volta, nella notte, con un nuovo e violento attacco sferrato dalle forze armate russe che ha preso di mira, con un intenso lancio di missili balistici e bombe guidate, diverse città del Paese, causando la morte di almeno nove civili e decine di feriti, in un quadro che le autorità locali hanno immediatamente definito come un'operazione brutale e calcolata per colpire le infrastrutture civili e la popolazione.

Il bilancio più pesante si registra nella città di Zaporizhzhia, nel sud-est dell'Ucraina, dove il governatore regionale Ivan Fedorov ha confermato, tramite il suo canale Telegram, che sei persone hanno perso la vita e altre diciannove sono rimaste ferite in seguito a un bombardamento che ha danneggiato numerosi edifici residenziali e strutture non residenziali, gettando la città nello sconcerto e nell'emergenza.

L'attacco su Zaporizhzhia e le parole di Ivan Fedorov

L'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia ha fornito i primi dettagli sull'accaduto, descrivendo la potenza di fuoco impiegata dal nemico che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Fedorov, ha scatenato un attacco "massiccio" contro la città, utilizzando missili e bombe aeree guidate per seminare distruzione.

Le operazioni di soccorso, come reso noto dalle stesse fonti, sono iniziate immediatamente dopo l'impatto delle prime ordigni e sono proseguite per tutta la notte, con i vigili del fuoco impegnati a domare gli incendi divampati tra le macerie e i soccorritori a cercare eventuali superstiti ancora intrappolati sotto i cumuli di detriti, mentre il bilancio delle vittime, purtroppo, rischiava di aggravarsi ulteriormente nelle ore successive.

Missili balistici e droni su Kiev e la regione di Dnipropetrovsk

Ma la furia degli attacchi non si è concentrata esclusivamente su Zaporizhzhia, perché anche la capitale Kiev è stata scossa, poco dopo la mezzanotte, da una serie di forti esplosioni che hanno fatto scattare immediatamente le sirene d'allarme e lanciato la popolazione verso i rifugi antiaerei, in un clima di tensione ormai consueto ma sempre terribile.

Secondo quanto riferito da fonti locali e dai giornalisti presenti sul posto, i missili balistici russi hanno preso di mira diversi obiettivi, tra cui un deposito nella capitale dove è scoppiato un incendio che ha causato il ferimento di almeno una persona, mentre altre esplosioni sono state segnalate anche nelle città di Sumy, Kharkiv e Chernihiv, a dimostrazione della vastità dell'offensiva notturna che ha interessato gran parte del territorio nazionale.

Nel frattempo, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, l'esercito russo ha condotto un attacco con droni e artiglieria pesante contro cinque diversi distretti, come ha riferito il capo dell'amministrazione militare locale Oleksandr Ganja, il quale ha reso noto che in questo settore del fronte il bilancio è di almeno tre vittime civili, tra le quali un ragazzo di soli quindici anni, e cinque feriti, un numero che conferma la ferocia di un conflitto che non risparmia nessuno.

La denuncia di Zelensky: missili nordcoreani e attacco "brutale"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto sulla vicenda poche ore dopo i raid, ha puntato il dito contro l'alleato di Mosca, denunciando che Zaporizhzhia è stata colpita da missili balistici di fabbricazione nordcoreana, oltre che da missili ipersonici russi Zircon e da bombe aeree guidate, definendo l'operazione come un attacco "brutale" e studiato per infliggere il massimo danno possibile alle infrastrutture civili e alla popolazione inerme.

Le dichiarazioni del leader ucraino giungono all'indomani di sue precedenti affermazioni in cui aveva paventato l'arrivo di nuovi rifornimenti di armi e soldati da Pyongyang per sostenere lo sforzo bellico di Mosca, un'eventualità che, se confermata, segnerebbe un ulteriore preoccupante salto di qualità nella cooperazione militare tra i due Paesi, già oggetto di numerose sanzioni internazionali.

Le rivendicazioni di Mosca e il contesto militare

Sul fronte opposto, il Ministero della Difesa russo ha prontamente rivendicato la responsabilità degli attacchi, sostenendo che i raid notturni con missili di precisione e armi terrestri hanno colpito con successo aziende del settore militare-industriale e centri di trasporto e logistica strategicamente situati nelle città di Kiev e Zaporizhzhia, rivendicando la legittimità dei bersagli scelti nell'ambito della cosiddetta "operazione militare speciale".

Tuttavia, la realtà dei fatti, con i quartieri residenziali devastati e il bilancio di vittime civili in continua ascesa, racconta una storia ben diversa, che getta ombre sempre più fitte sulla condotta di una guerra che, come denunciato da più parti, continua a mietere vittime tra la popolazione e a distruggere intere comunità, senza che al momento si intraveda una possibile soluzione diplomatica all'orizzonte.

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