Il Sei Nazioni dell'Italia passa dalla mediana: Quesada cambia Fusco e rilancia Ruzza e Hasa contro il Galles

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La musica, per l’Italrugby, non è cambiata, o meglio, la sinfonia intonata sin qui da Gonzalo Quesada e dai suoi ragazzi cerca ora l’ultima, difficile nota in terra gallese: dopo aver battuto la Scozia all’esordio e aver compiuto l’impresa storica contro l’Inghilterra all’Olimpico, sabato 14 marzo, alle 17.40 italiane (le 16.40 locali) il Principality Stadium di Cardiff ospiterà la prova del nove per questo gruppo, chiamato a trasformare un ottimo torneo in qualcosa di indelebile, quel tris di vittorie in una singola edizione che manca nell’albo d’oro azzurro. E per farlo, il commissario tecnico argentino ha operato tre aggiustamenti al XV che ha domato la rosa inglese, modifiche che, nell’economia di una partita che si preannuncia fisica e combattuta, raccontano la volontà di non lasciare nulla al caso, nemmeno di fronte a un avversario, il Galles, stremato da quattro sconfitte ma proprio per questo pericoloso, ferito nell’orgoglio e spinto da un pubblico che al Millennium non perdona distrazioni.

Quesada, va detto, ha dovuto fare i conti con qualche problema fisico emerso dopo la battaglia romana, e allora i cambi, più che scelte tecniche, portano i nomi di chi deve subentrare per necessità. Il primo, e probabilmente il più significativo per l’equilibrio della squadra, riguarda la mediana: Alessandro Fusco, mediano di mischia delle Zebre, torna titolare al posto di Alessandro Garbisi, rilevando le chiavi della regia e affiancando quel Paolo Garbisi che, invece, resta saldo al suo posto come apertura. Una coppia di mischia che aveva già funzionato in passato e a cui Quesada affida il ritmo e la capacità di lettura del gioco, sapendo che contro i Dragoni serve velocità di pensiero e precisione nei calci, specie in un ambiente che può diventare ostico. Tra gli avanti, poi, la seconda linea vede il ritorno di Federico Ruzza, che prende il posto dell’infortunato Andrea Zambonin: il giocatore del Benetton, con la sua esperienza e la sua capacità di rubare palloni importanti in touche, sarà fondamentale per contrastare il pacchetto gallese, in particolare quel Dafydd Jenkins e quel Ben Carter che contro l’Irlanda hanno retto bene l'urto.

L’altro innesto obbligato è in prima linea, dove Muhamed Hasa, pilone anch’egli delle Zebre, fa il suo esordio da titolare nel Sei Nazioni, rilevando Simone Ferrari, anche lui acciaccato. Per Hasa una chance importante, chiamato a completare il reparto con due certezze come Giacomo Nicotera e Danilo Fischetti; la sua freschezza e potenza in mischia chiusa saranno messe alla prova da un pack gallese che, nonostante i risultati negativi, resta temibile, con uomini come Tomas Francis e Rhys Carre pronti a spingere. Per il resto, Quesada ha voluto tenersi stretta la spina dorsale della squadra che ha stupito tutti: il triangolo allargato con Lorenzo Pani, Louis Lynagh e quel Monty Ioane capace di accensioni letali, così come i centri Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello, quest'ultimo reduce da una prestazione monumentale contro l'Inghilterra che gli è valsa il Titolo di miglior giocatore del turno. La terza linea, con il capitano Michele Lamaro affiancato da Lorenzo Cannone e Manuel Zuliani, è la stessa che ha garantito quantità e qualità in ogni fase del gioco, un motore che non si spegne mai e che dovrà funzionare a pieno regime per arginare le folate di un Aaron Wainwright o di un James Botham, giocatori capaci di cambiare l’inerzia dell’incontro in un lampo.

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