Sei Nazioni 2026, l'Italia di Quesada al via tra speranze e un calendario impegnativo
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Redazione Sport
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Giovedì 5 febbraio, in un avvio anticipato rispetto alle consuetudini, il torneo prende il via con il classico, e sempre decisivo, scontro tra Francia e Irlanda, un match che storicamente offre indicazioni preziose sulle ambizioni delle contendenti principali. L'attenzione degli appassionati italiani, tuttavia, è già proiettata al sabato successivo, quando gli Azzurri di Gonzalo Quesada scenderanno in campo allo stadio Olimpico di Roma per affrontare la Scozia in una partita che, considerando il percorso successivo, assume i contorni di un vero e proprio esame da superare per intraprendere un cammino diverso dal solito. La squadra, che in questi giorni sta ultimando la preparazione in ritiro, troverà ad attenderla un impianto gremito in ogni ordine di posto, con un pubblico che chiederà conferme dei progressi mostrati in alcune uscite autunnali e della solidità di un gioco che il tecnico argentino sta cercando di plasmare con pazienza.
Il meccanismo del torneo e il peso del bonus
La competizione, che si disputa secondo la formula del girone all'italiana con gare di sola andata e campi alternati annualmente, assegna il Titolo attraverso un sistema di punteggi che, oltre ai quattro punti per la vittoria e ai due per il pareggio, introduce elementi tattici non trascurabili come il punto bonus offensivo, conquistato segnando almeno quattro mete in un singolo incontro, e quello difensivo, attribuito alla formazione sconfitta con uno scarto pari o inferiore ai sette punti. Quest'ultimo, in particolare, spesso diventa un obiettivo tattico per squadre che, pur non riuscendo a imporsi, riescono a contenere il passivo mantenendosi in corsa per la classifica generale, un dettaglio che Quesada e il suo staff certamente non trascurano nella pianificazione di ogni singola partita.
Il calendario azzurro: la Scozia come banco di prova decisivo
Il programma per l'Italia si annuncia, come di consueto, di grande difficoltà, il che rende il debutto casalingo un'appuntamento ancor più cruciale. Dopo il confronto con gli scozzesi, infatti, gli Azzurri dovranno affrontare due trasferte consecutive sulle terre tradizionalmente più impervie: l'Irlanda e la Francia, nazioni che negli ultimi cicli hanno dimostrato una costanza di risultati di altissimo livello. Il ritorno in Italia è in calendario per il 7 marzo, con la sfida contro l'Inghilterra, prima di chiudere il torneo a Cardiff contro il Galles, in un ambiente notoriamente caldo e ostile che mette a dura prova anche le compagini più esperte. L'ordine delle gare, dunque, consegna alla prima uscita un peso specifico enorme, perché un risultato positivo al Olimpico potrebbe fornire lo slancio necessario per affrontare con un diverso carico di fiducia le successive e complicate missioni estere.
La copertura televisiva e l'offerta per il pubblico
L'intero torneo sarà trasmesso in esclusiva live su Sky e in streaming sulla piattaforma NOW, con una copertura dedicata che avrà il suo quartier generale nella Casa dello Sport del broadcaster. Per quanto riguarda il pubblico italiano, un accordo di visibilità in chiaro garantirà la diffusione di tutte le partite della nazionale azzurra anche sul canale TV8, permettendo a una platea più ampia di seguire le gesta della squadra di Quesada. Questo doppio binario di trasmissione, che unisce la produzione specializzata della pay-tv alla capillarità della free, testimonia il crescente interesse attorno al movimento rugbistico italiano, un interesse che la squadra nazionale ha ora l'opportunità di coltivare e accrescere proprio a partire da quel match del 7 febbraio che, nel bene o nel male, segnerà inevitabilmente il tono di tutta la loro campagna nel torneo.




