Inghilterra al bivio del Sei Nazioni: l'Italia di Quesada ritrova Brex e punta allo scoglio dell'Olimpico
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Redazione Sport
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C’era una narrazione, precisa e forse fin troppo ottimistica, che accompagnava il cammino dell’Inghilterra in questo Sei Nazioni 2026. La voleva protagonista di una crescita inarrestabile, forte di una striscia aperta di risultati utili consecutivi che faceva gola a tutti, tifosi e addetti ai lavori. Si parlava, addirittura, della partita in programma per il 14 marzo a Parigi, Francia-Inghilterra, come di una possibile finale per il Titolo, l'atto conclusivo di un torneo che doveva vedere Steve Borthwick e i suoi ragazzi giocarsi le proprie carte fino all'ultimo minuto. Lo stesso commissario tecnico inglese, alla vigilia della manifestazione, aveva alimentato quel fuoco dichiarando senza mezzi termini di volersi trovare, alla vigilia di quell’impegno, nella posizione ideale per competere per il traguardo cui tutti aspirano. Oggi, quella che doveva essere la settimana che avrebbe portato alla grande sfida dell'Olimpico, racconta una verità diversa e decisamente più amara per la Rosa -8-10.
Perché dopo la vittoria iniziale contro un Galles in evidente difficoltà, un successo che aveva allungato la serie positiva a dodici partite, sono arrivate due battute d’arresto pesanti, quelle che lasciano il segno e riaprono interrogativi sul reale valore di questo gruppo. Il ko subito a Murrayfield contro la Scozia, con annessi e connessi sulla gestione del finale di partita, era già stato un campanello d'allarme. Ma la batosta rimediata a Twickenham, sette giorni più tardi, ha davvero scoperchiato il vaso di Pandora. L'Irlanda, corsara nel tempio del rugby inglese con un perentorio 42-21, non solo ha inflitto una delle sconfitte interne più pesanti all'Inghilterra, ma ne ha anche messo a nudo i limiti strutturali, costringendo Borthwick a fare i conti con una realtà fatta di poca sostanza e tanta, troppa, pressione -10.
Quesada ritrova i suoi pezzi da novanta in vista della sfida all'Olimpico
Mentre l'Inghilterra arranca e cerca risposte, l'Italia di Gonzalo Quesada si prepara ad affrontare la sfida di sabato 7 marzo (calcio d'inizio alle 17.40 all'Olimpico, diretta Sky Sport e TV8) con la consapevolezza di chi, nonostante le difficoltà, ha le idee chiare -1-2. Il tecnico italo-argentino, infatti, ha diramato la lista dei convocati per il match e può sorridere per alcuni importanti rientri. Dopo aver saltato le trasferte di Dublino e Lilla, tornano a disposizione elementi di spicco come Tommaso Allan, Gianmarco Lucchesi e Stephen Varney, giocatori il cui apporto, in termini di esperienza e qualità, sarà fondamentale in questa fase cruciale del torneo. Soprattutto, però, fa tirare un sospiro di sollievo il ritorno di Juan Ignacio Brex -2-6.
Il centro di origine argentina, pilastro della nazionale e punto di riferimento assoluto nel pacchetto arretrato, era stato lasciato a riposo dopo il match con la Scozia per accordo con lo staff tecnico, a causa di questioni personali. La sua assenza, nelle due dure uscite contro Irlanda e Francia, si è fatta sentire, non tanto per demeriti di chi lo ha sostituito quanto per la leadership e la solidità difensiva che lui garantisce. Con lui e Menoncello, l'Italia ritrova una coppia di centri tra le più solide del torneo, in grado di fare da collante tra reparti e di dettare i ritmi giusti in fase di possesso -7-8.
Quesada, però, deve fare i conti anche con qualche assenza pesante. Ange Capuozzo, infortunatosi a una spalla nel finale della sfida di Lille contro la Francia, non ce l'ha fatta a recuperare e salterà il match. Una perdita importante, quella dell'estremo toulousain, che priva l'Italia del suo principale uomo in grado di accendere la luce e creare la giocata decisiva. Il ct, oltre a dover rinunciare a Martin Page-Relo, non ancora al meglio, ha voluto sottolineare come i rientranti, pur non avendo tutti i minuti nelle gambe per reggere un'intera partita internazionale, rappresentino un'opportunità troppo ghiotta per non essere colta, specialmente in vista del doppio impegno finale che attende gli Azzurri -2-6-7.
L'analisi della vigilia e le scelte per il match
La Nazionale, che si radunerà a Roma domenica 1 marzo presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, avrà dunque una settimana piena per preparare la sfida. Da un lato, c'è la consapevolezza di affrontare una squadra ferita, che arriva all'appuntamento con il morale a pezzi dopo due sconfitte consecutive e con l'obiettivo stagione già compromesso. Dall'altro, però, c'è la piena coscienza che l'Inghilterra, nonostante le difficoltà, rimane un avversario di caratura superiore, con individualità capaci di risolvere la partita in qualsiasi momento. La previsione che voleva gli inglesi protagonisti a Parigi nell'ultimo turno, oggi, è già carta straccia: ora devono fare i conti con una realtà che li vede quarti in classifica e con l'Italia che, forte del fattore campo e dei propri rientri, può provare a ripetere l'impresa sfiorata lo scorso anno all'Olimpico, quando gli Azzurri costrinsero la Rosa a una sofferta rimonta per il 24-27 finale -1-7.
La partita si giocherà in uno stadio che nelle ultime uscite ha saputo trascinare la squadra, come dimostrato all'esordio contro la Scozia. La pioggia, che tanto aveva favorito gli Azzurri in quell'occasione, questa volta potrebbe non essere della partita, ma Quesada sa bene che il suo gruppo ha imparato a essere competitivo indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Giovedì 5 marzo verrà ufficializzata la formazione, con il consueto Captain's Run in programma il giorno successivo. La sensazione è che, nonostante le assenze, questa Italia abbia tutti i numeri per rendere la vita difficile a un'Inghilterra che, dall'alto dei suoi 32 successi su 32 precedenti, sa di non poter più permettersi passi falsi, ma che al contempo sembra aver smarrito quella solidità che era il suo marchio di fabbrica -1-2.




