G7 in Canada, l’Italia punta su migranti e sicurezza mentre il mondo trema
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Redazione Esteri
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Il vertice del G7 si apre oggi a Kananaskis, remota località nelle Montagne Rocciose canadesi, in un clima reso incandescente dalla guerra tra Israele e Iran, scoppiata pochi giorni fa e già capace di riscrivere l’agenda dei lavori. Quella che doveva essere una riunione focalizzata su economia e cooperazione rischia di trasformarsi in un summit di crisi, con i leader costretti a confrontarsi su un’escalation che Benjamin Netanyahu ha definito senza giri di parole “conflitto armato”. Le misure di sicurezza, già elevate per la presenza di Donald Trump – tornato alla Casa Bianca dopo la vittoria elettorale – sono state ulteriormente inasprite, mentre le capitali occidentali temono ripercussioni.
Giorgia Meloni, atterrata a Calgary prima di raggiungere Kananaskis, porterà all’attenzione del gruppo due priorità: il traffico di migranti e la stabilità nel Mediterraneo. L’Italia, che a luglio ospiterà un vertice dedicato all’Africa, spinge per un coordinamento più stretto tra i Paesi membri sul controllo delle rotte, con particolare attenzione a quelle libiche e tunisine. “Non si può affrontare il fenomeno senza un impegno condiviso”, ha fatto sapere Palazzo Chigi, sottolineando la necessità di accordi con i Paesi di transito.
Sul tavolo, però, pesa soprattutto la crisi mediorientale. Gli attacchi israeliani contro gli impianti nucleari iraniani e la successiva pioggia di missili su Tel Aviv hanno riacceso timori di un conflitto regionale, mentre la guerra in Ucraina – ormai al terzo anno – continua a destabilizzare l’Europa. Trump, che nei giorni scorsi ha minacciato nuovi dazi sulle auto europee, rappresenta un ulteriore elemento di incertezza, con i suoi toni spesso divergenti dalla linea dei partner.




