Ferrara, accoltellamento al liceo Ariosto: arrestato 22enne, il dirigente parla di «violazione»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un intervallo come tanti, la campanella delle 10.15, i corridoi che si riempiono di studenti in cerca di una pausa. È in questo momento di ordinaria vita scolastica che mercoledì 30 settembre il liceo Ariosto di Ferrara è diventato teatro di un'aggressione con coltello. Nei bagni dell'ala nuova dell'istituto, un ragazzo di 15 anni iscritto alla seconda classe è stato avvicinato da un giovane più grande, un 22enne della zona, disoccupato, che secondo la ricostruzione degli inquirenti lo ha prima spinto verso il wc e poi ha estratto un coltello da sub lungo circa quindici centimetri.

Il fendente, sferrato dal basso verso l'alto, è stato in parte deviato dall'aggredito con un movimento istintivo: lo studente ha riportato ferite lievi al braccio e alla mano, ma ha evitato conseguenze ben più gravi.

L'arresto e le indagini

Dopo circa dieci ore di ricerche, i carabinieri della stazione di Ferrara hanno identificato e arrestato il presunto responsabile, un maggiorenne già noto alle forze dell'ordine per il suo stato di disoccupazione. Determinante, secondo quanto ricostruito, è stato il ritrovamento del fodero del coltello: nel corso delle perquisizioni, i militari hanno fermato il giovane trovandolo in possesso del fodero compatibile con la lama sequestrata a scuola e degli indumenti indossati durante l'aggressione.

L'uomo è stato interrogato dal pubblico ministero di turno della Procura estense con l'accusa di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio, quindi sottoposto agli arresti in una struttura sanitaria in attesa dell'udienza di convalida, anche per valutare il suo stato psichico. Le indagini hanno stabilito che vittima e aggressore non si conoscevano: lo studente, sotto choc, ha detto ai carabinieri di non avere idea di chi fosse quel ragazzo, e nemmeno gli altri alunni accorsi alle sue grida lo hanno riconosciuto.

La posizione del dirigente scolastico

Il giorno successivo all'accaduto, il dirigente scolastico Domenico Marcello Urbinati ha convocato docenti e studenti nel cortile della sede di via Arianuova e poi nell'area verde della succursale per un discorso di vicinanza e rassicurazione. «La prima parola che ho dentro oggi è violazione», ha detto Urbinati, «so che è quello che proviamo tutti: ci sentiamo feriti e violati. La bellezza del nostro liceo, la serenità con cui varchiamo questo cancello ogni mattina, sono state colpite da un atto di violenza cieco, assurdo e inaccettabile».

Il dirigente ha poi aggiunto: «L'Ariosto non è un semplice edificio di mattoni. È un luogo che abitiamo insieme, in cui passiamo le nostre giornate, in cui cresciamo. Per molti di noi è una seconda casa. E quando la propria casa viene ferita, è normale provare rabbia e smarrimento. Non metteremo nulla sotto il tappeto e non faremo finta di niente». Urbinati ha chiesto ai docenti di dare spazio alla parola, di fermarsi e ascoltare i ragazzi, lasciando uscire paure e domande, e ha annunciato misure concrete per rafforzare la sicurezza dei varchi.

In una comunicazione precedente, prima che si sapesse dell'arresto, il dirigente aveva già spiegato che l'istituto si trovava costretto a superare temporaneamente la storica impostazione fondata sulla fiducia reciproca e sull'ampia libertà di movimento degli studenti, introducendo modifiche alla gestione degli accessi per mettere al primo posto la sicurezza di tutti.

La rissa in stazione e la presa di posizione del Pd

Nella stessa giornata di mercoledì 30 settembre, nel primo pomeriggio, un altro episodio di violenza con coltello si è verificato davanti alla stazione ferroviaria di Ferrara. Una lite tra due giovani, un 21enne egiziano e un 23enne tunisino, sarebbe degenerata in una colluttazione durante la quale è comparso un coltello. Entrambi hanno riportato ferite lievi e sono stati trasportati all'ospedale di Cona; le versioni fornite dai due feriti sull'uso dell'arma risultano contrastanti, e il coltello non è stato trovato.

Sull'accaduto è intervenuto il Partito Democratico di Ferrara, che ha unito i due episodi in una nota: «Quanto accaduto a Ferrara nelle ultime ore è gravissimo», hanno affermato i dem, «una città non può trovarsi, nello stesso giorno, con un ragazzo accoltellato nei bagni di una scuola e una violenta rissa in zona stazione, ancora con un coltello e due feriti».

Il Pd ha espresso vicinanza allo studente ferito, alla sua famiglia e alle persone coinvolte nell'episodio della stazione, ribadendo «piena fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura» e chiedendo che «la politica deve smettere di cavarsela con lo sdegno del giorno dopo». I dem hanno poi criticato l'ipotesi, avanzata dal sindaco Alan Fabbri, di introdurre metal detector nelle scuole: un tema affrontabile, secondo il partito, ma «sarebbe un errore enorme ridurre tutto a questo. Perché ieri non è successo solo all'Ariosto è successo anche in stazione». Per il Pd il punto non è soltanto come si entra in una scuola, ma come si governa la sicurezza nei luoghi sensibili della città e come si affrontano i disagi delle nuove generazioni, chiedendo un tavolo operativo che coinvolga Prefettura, forze dell'ordine, Polizia locale, scuole, Ausl, servizi sociali e rappresentanze studentesche.

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