Panetta: "La Germania è il malato d'Europa"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le politiche monetarie adottate in Europa negli ultimi anni sono state al centro di dibattiti sempre più accesi. Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, ha recentemente sollevato una questione fondamentale: con l’inflazione che si sta stabilizzando e la domanda interna in evidente difficoltà, è giunto il momento di cambiare strategia? Nel suo intervento all’Università Bocconi, Panetta ha messo in luce i rischi di un approccio troppo restrittivo, proponendo soluzioni volte a sostenere l’economia reale e a evitare che il 2025 si trasformi in un anno di stagnazione economica.

Gli anni passano, alcuni nervi scoperti permangono, altri no. Se dieci anni fa l'Italia era il grande malato d'Europa, adesso il radar si è spostato più a nord, direzione Berlino. «Spesso mettiamo in risalto i nostri difetti, anche giustamente, ma non siamo molto diversi da altre parti d'Europa. Dieci anni fa l'Italia non cresceva ed era considerata il grande malato d'Europa. Oggi non è più così», ha detto ieri il governatore di Banca d'Italia, Fabio Panetta, intervenendo all'università Bocconi.

C’è una certa confusione sotto il cielo della politica monetaria. E la situazione non è eccellente, né per i mercati né per il sistema bancario. Da Milano, Fabio Panetta di fronte agli studenti della Bocconi suona la sveglia alla placida Christine Lagarde. “Basta con i tassi restrittivi”, tuona il governatore di Bankitalia. Dopo gli “shock eccezionali” del biennio di fuoco 2022-2023 — che hanno inflitto gravi danni all’economia — è necessario un cambio di rotta per evitare ulteriori danni.

D'altro canto, Robert Holzmann, governatore della banca centrale austriaca e membro del consiglio direttivo della BCE, sostiene che la politica monetaria della Banca centrale europea debba rimanere restrittiva, dati i rischi di inflazione persistenti. In un'intervista a Bloomberg, Holzmann ha affermato: "Non è ancora garantito che l'inflazione raggiungerà in modo sostenibile il 2% e, finché ci saranno rischi in tal senso, non dobbiamo abbassare la guardia.

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