Stati Uniti, una proposta chiede la cronologia social di cinque anni per i turisti con l’Esta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il governo degli Stati Uniti, guidato dal presidente Donald Trump, sta valutando una misura che potrebbe alterare significativamente le procedure di ingresso per milioni di turisti. Secondo quanto riportato dal Washington Post, infatti, l’amministrazione americana starebbe esaminando la possibilità di imporre ai viaggiatori di numerosi Paesi, che attualmente godono dell’esenzione dal visto, l’obbligo di dichiarare i propri profili sui social network e di consegnarne la cronologia completa degli ultimi cinque anni. Questa condizione, il cui studio è stato avviato dalla Customs and Border Protection insieme al Dipartimento per la Sicurezza Interna, si applicherebbe specificamente a coloro che intendono recarsi oltreoceano utilizzando il sistema ESTA, l’autorizzazione elettronica al viaggio che consente soggiorni fino a novanta giorni.
I dettagli operativi della proposta in esame
La proposta, depositata dalle autorità competenti, prevede che il modulo online per richiedere l’ESTA, già soggetto a un costo di quaranta dollari, venga ampliato con un nuovo campo obbligatorio. In quello spazio, i viaggiatori – tra i quali figurano i cittadini italiani e quelli di altre quarantadue nazioni – dovrebbero indicare l’elenco di tutti gli account social utilizzati nel quinquennio precedente la domanda, fornendo di fatto alle agenzie federali un’istantanea dettagliata della propria attività digitale. Sebbene non sia ancora chiaro come verrebbero trattati tecnicamente questi dati, molti dei quali protetti da impostazioni di privacy, la richiesta si configurerebbe come un passo senza precedenti nel contesto dei controlli di frontiera, trasformando un’autorizzazione amministrativa in uno strumento d’indagine potenzialmente pervasivo.
Le possibili ripercussioni in un anno di grandi eventi
L’eventuale approvazione del provvedimento, la cui tempistica non è al momento definita, rischierebbe di creare non poche difficoltà in un periodo già carico di aspettative logistiche. Il prossimo anno, gli Stati Uniti ospiteranno infatti i mondiali di calcio, un appuntamento che richiamerà decine di migliaia di tifosi da ogni parte del globo, molti dei quali probabilmente in possesso dell’ESTA. L’introduzione di un requisito così stringente e di non immediata compilazione potrebbe generare rallentamenti nelle procedure, aumentare il numero di richieste respinte e, in ultima analisi, scoraggiare una parte del flusso turistico internazionale, con ricadute facilmente immaginabili sul piano economico e organizzativo.
Un contesto di indagini giudiziarie e controlli rafforzati
Questa iniziativa legislativa si inserisce in un quadro più ampio, dove le forze dell’ordine americane hanno più volte utilizzato i social network come strumento di indagine in casi anche di cronaca nera, sfruttando le tracce digitali per ricostruire reti di conoscenze o movimenti di persone coinvolte in fatti di sangue. Senza scendere in dettagli espliciti, numerose inchieste hanno tratto vantaggio dall’analisi meticolosa di tali piattaforme, portando a sviluppi giudiziari significativi. La proposta in esame sembra quindi voler istituzionalizzare e prevenire, estendendola a una platea vastissima di individui, una pratica investigativa già consolidata in ambito specifico, spostando il momento del controllo dalle indagini successive all’ingresso alla fase preliminare della richiesta del visto stesso.




