Hamas cerca nuovo rifugio per i suoi leader
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Redazione Esteri
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Da alcune settimane, il movimento radicale palestinese Hamas sta cercando un Paese disposto ad accogliere la sua leadership politica, consapevole delle forti pressioni che il Qatar sta subendo da parte di Stati Uniti, Israele e altre potenze occidentali. La posizione storica di Doha come ospite e sostenitore informale della causa palestinese sembra ormai compromessa, aprendo la strada a un possibile trasferimento di Hamas.
Il Qatar ha deciso di ritirarsi dal ruolo chiave di mediatore, come riferito a Times of Israel da una fonte diplomatica, secondo cui Doha ha stabilito di non poter continuare la sua azione dal momento che nessuna delle due parti è disposta “a negoziare in buona fede”. Tuttavia, la notizia dell'espulsione degli esponenti di Hamas è stata successivamente smentita.
Secondo il diplomatico, le trattative per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi “sono diventate più una questione di politica ed elezioni” sia per Israele che per Hamas, anziché un “tentativo serio di garantire la pace”. Israel Katz, nuovo ministro della Difesa israeliano, ha assunto il proprio ruolo con dichiarazioni ottimistiche: «Hamas è stata sconfitta dal punto di vista organizzativo anche se a Gaza continuano a esserci più terrorismo e guerriglia». L'Idf ha stimato in circa 18 mila i combattenti uccisi, un numero che è oscillato spesso sollevando qualche interrogativo da parte di osservatori israeliani.
Nel frattempo, Hamas sta cercando un nuovo rifugio per i suoi leader, con Iran e Turchia tra le possibili destinazioni, dopo il pressing degli Stati Uniti sul Qatar.




