Aumento record dei detenuti minorili in Italia: un'analisi del rapporto di Antigone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   >Paolo Tartaglione, pedagogista e presidente della cooperativa Arimo, che si occupa di giovani autori di reati in Lombardia, ha espresso preoccupazione per l'aumento del numero di giovani detenuti in Italia. Tartaglione, che svolge anche un ruolo di consulenza per il Garante regionale dell’infanzia ed è referente dell’area penale minorile del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, ha discusso del settimo rapporto di Antigone, "Prospettive minori".

Il rapporto di Antigone

Il rapporto di Antigone, intitolato "Prospettive minori", mette in luce la situazione attuale della giustizia minorile e degli Istituti penali per minorenni in Italia. Al 31 gennaio 2024, nei 17 Ipm italiani risultavano rinchiusi 502 ragazzi e 14 ragazze, una cifra mai raggiunta negli ultimi dieci anni. Il 51,2% erano giovani stranieri, a fronte di un 30% circa di stranieri reclusi nei penitenziari per adulti.

Le conseguenze del decreto Caivano

Il decreto Caivano, che doveva inizialmente servire a ridurre il numero di detenuti minorili, ha invece avuto l'effetto opposto. L'aumento del numero di giovani detenuti è una conseguenza diretta di questo decreto. Tartaglione sostiene che la politica di "punire per educare" è illusoria e socialmente dannosa.

Conclusioni

Tartaglione sostiene che la politica attuale non ha lungimiranza e che mettere più ragazzi in carcere farà solo aumentare i reati. Invece di punire, Tartaglione suggerisce di investire in programmi di riabilitazione e di prevenzione del crimine per aiutare i giovani a costruire un futuro migliore.

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