Perrone, l'ex sindaco di Lecce che ora guida il portafoglio da 15 miliardi di Cdp Equity
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Redazione Economia
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Il comitato per le nomine di Cassa Depositi e Prestiti, riunitosi in Sardegna, ha disegnato la nuova mappa dei vertici di Cdp Equity, la holding che custodisce alcuni dei gioielli più preziosi dell'industria nazionale. Al timone dell'ente, il cui portafoglio vale complessivamente circa quindici miliardi di euro, sono stati chiamati Fabio Barchiesi, nella veste di amministratore delegato, e Paolo Perrone, quale presidente. Quest'ultimo, originario del Salento, ha una lunga esperienza amministrativa alle spalle, avendo guidato per un decennio il comune di Lecce dopo la sua elezione, un percorso che lo ha poi condotto, lo scorso anno, alla presidenza del Poligrafico e Zecca dello Stato. Un incarico, quello appena ottenuto, che si inserisce in un più ampio disegno di ricollocazioni ai piani alti delle società riconducibili all'orbita della Cassa, un meccanismo i cui ingranaggi sono spesso mossi da logiche che travalicano la semplice competenza tecnica.
Il patrimonio strategico sotto la lente
Cdp Equity, la quale poteva contare su un capitale investibile di quasi quattro miliardi di euro, detiene partecipazioni di rilievo in aziende che rappresentano l'ossatura di interi settori produttivi del Paese. Nel suo paniere, che spazia dalle infrastrutture all'energia, dalla finanza all'ingegneria, figurano nomi come Fincantieri, specializzata nella cantieristica navale, Saipem, attiva nel campo energetico, e Webuild, protagonista di grandi opere a livello internazionale. A queste si aggiungono realtà quali Terna e Snam, pilastri delle reti di trasmissione, Nexi nei servizi di pagamento, Euronext nei mercati finanziari, e ancora Autostrade per l'Italia, che gestisce un'ampia porzione della rete autostradale, e Open Fiber, impegnata nello sviluppo della banda ultralarga. Si tratta, in definitiva, di un insieme di asset che, pur nella loro eterogeneità, sono accomunati dall'appartenere a filiere considerate strategiche per la sovranità economica e industriale nazionale.
Le dinamiche politiche dietro le quinte
Sebbene le attività della Cassa Depositi e Prestiti non gravino direttamente sul bilancio dello Stato, le oltre mille partecipazioni, sia dirette che indirette, e le posizioni di influenza che ne derivano, costituiscono un ambito di notevole interesse per gli equilibri di potere. Le ultime designazioni, volute dall'esecutivo guidato dal presidente del Consiglio, riflettono questa realtà, essendo il risultato di decisioni maturate all'interno di Palazzo Chigi. In particolare, è emerso il ruolo centrale di Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha la responsabilità delle attività internazionali e del delicato dossier delle nomine pubbliche. Una concentrazione di scelte che, se da un lato risponde a una fisiologica aspirazione di ogni governo di orientare gli indirizzi delle controllate, dall'altro non manca di suscitare perplessità tra alcuni osservatori dei mercati, i quali temono un possibile eccesso di politicizzazione.
Il profilo del nuovo presidente
Paolo Perrone approda dunque a questo nuovo e prestigioso incarico dopo un percorso che lo ha visto muovere dalla guida dell'amministrazione locale leccese a quella di un istituto fondamentale come il Poligrafico. La sua elezione a primo cittadino, avvenuta ormai diversi anni fa, lo ha tenuto al timone del capoluogo salentino per un intero decennio, un'esperienza che ha plasmato la sua conoscenza della macchina pubblica. La sua provenienza geografica, spesso messa in luce, sottolinea un legame con il territorio che, in questo caso, si combina con una carriera sempre più nazionale. La sua figura, quindi, si staglia ora al centro di un sistema di holding che, per la portata degli investimenti e per la natura delle società in portafoglio, rappresenta una leva di fondamentale importanza per le sorti dell'economia italiana.




