Mosca mette alla prova i confini orientali della Nato: una strategia per logorare l'Europa
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Redazione Esteri
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Le continue violazioni dello spazio aereo e terrestre da parte russa lungo il confine orientale della Nato, dalla Polonia all'Estonia, non sono episodi isolati. Questi atti rivelano una strategia precisa, finalizzata a testare la tenuta e i tempi di reazione delle difese europee. Mosca sta conducendo una metodica operazione di intelligence, approfittando della farraginosità che spesso caratterizza i meccanismi decisionali dell'Unione. Una dinamica pericolosa, come sottolineato da Mauro Gilli, professore di strategia militare alla Hertie School di Berlino, che richiederebbe una risposta unitaria e immediata, la quale, tuttavia, fatica a materializzarsi.
Interpretazioni degli esperti sulle provocazioni russe
Alla luce di eventi come l'atterraggio di droni in Polonia e le incursioni nei cieli baltici, l'analisi si concentra sulle possibili interpretazioni. Se da un lato è improbabile una guerra aperta tra Russia e Nato, scenari estremi sono stati definiti "non impossibili" da alti ufficiali come l'ex vice comandante supremo alleato Richard Shirreff. Dall'altro lato, emerge chiaramente l'obiettivo di logorare psicologicamente e istituzionalmente il fronte occidentale con una strategia persistente, tesa a individuare e sfruttare le falle dell'avversario.
La mancanza di una strategia europea coerente
Questa pressione costante è resa più grave dall'assenza di una visione strategica europea coerente, una lacuna evidenziata più volte da Mario Draghi. La responsabilità di questo vuoto ricade in larga parte su nazioni come la Germania e la Francia, le quali, con modelli di leadership superati, hanno di fatto impedito al continente di dotarsi di una politica estera e di difesa comune. Il risultato è un'Europa divisa e incapace di proiettare una deterrenza credibile.
L’ibridazione del conflitto e il monito della storia
Il presidente Sergio Mattarella ha paragonato l’attuale momento al crinale del 1914, un richiamo alla realtà. La guerra che l’Europa affronta è ibrida, si sviluppa su più piani, incluso quello informatico e della disinformazione, rendendo i confini sempre più permeabili. L'episodio dei missili russi che hanno colpito la Polonia, paese Nato, rappresenta un precedente gravissimo. La sfida è evitare che la storia si ripeta, trovando finalmente quell'unità di intenti finora mancata.




