Il governo respinge le accuse francesi di dumping fiscale: "Nessuna concorrenza sleale"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il viceministro all'Economia, Maurizio Leo, replica senza mezzi termini alle dichiarazioni del premier francese François Bayrou, il quale, in un'intervista rilasciata domenica, aveva accusato l'Italia di praticare il dumping fiscale attraverso il suo regime forfettario per gli impatriati. “Fare dumping fiscale – ha chiarito Leo – significa attuare politiche distorsive, creando regimi privilegiati finalizzati ad attrarre capitali e imprese in modo sleale. È una cosa che l'Italia non sta assolutamente facendo”.

La polemica, che ha creato un certo attrito tra Roma e Parigi, affonda le sue radici in una questione ben più ampia e irrisolta, ovvero la mancata armonizzazione fiscale all'interno dell'Unione europea. In assenza di regole comuni, i Paesi dell'area euro – che pure condividono una moneta unica – finiscono per competere tra loro per accaparrarsi investimenti e sedi legali, spesso utilizzando come leva proprio la pressione tributaria.

Bayrou, il cui governo è in bilico e in cerca di una fiducia che appare difficile da ottenere, ha definito la flat tax italiana per i facoltosi contribuenti un esempio di “nomadismo fiscale” e di politica aggressiva. Sebbene da Palazzo Chigi si preferisca minimizzare l'incidente, considerandolo ormai superato, diverse voci della maggioranza continuano a replicare con durezza alle critiche d'Oltralpe, difendendo a spada tratta una misura che, a loro dire, ha portato benefici concreti al Paese.

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