Tensione a Mosca per il 9 maggio, Zelensky avverte: "Nessun leader è al sicuro"
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Redazione Esteri
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Anche un orologio rotto, si sa, segna l’ora giusta due volte al giorno. E così, tra una boutade e l’altra, capita che persino Donald Trump – come notato da Giuliano Ferrara – riesca a centrare qualche verità storica. Ma è sul calendario di Vladimir Putin che si concentrano ora gli occhi del mondo, mentre Mosca si prepara a celebrare l’80° anniversario della vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, il prossimo 9 maggio. Una ricorrenza che, più che un tributo alla memoria, rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo di tensione.
Volodymyr Zelensky, rispondendo alla proposta del Cremlino di una tregua di tre giorni in occasione delle celebrazioni, ha lanciato un monito senza mezzi termini: "Nessuno è immune alla guerra se si trova a Mosca, nemmeno i leader invitati alla parata". Un avvertimento che suona come un’allerta contro possibili "false flag", operazioni sotto falsa bandiera che Kiev teme possano essere orchestrate dalla Russia per accusare l’Ucraina di attentati durante la cerimonia. "Perché soltanto 72 ore?", ha aggiunto il presidente ucraino, sottolineando come una pausa tanto breve appaia sospetta.
Il Cremlino, dal canto suo, ha reagito con la consueta durezza. Dmitrij Medvedev, già presidente e ora vice del Consiglio di sicurezza russo, ha minacciato ritorsioni in caso di "provocazioni", mentre Putin si appresta a ospitare leader di paesi alleati – tra cui Cina e Brasile – nel tentativo di rompere l’isolamento diplomatico. Un isolamento che Zelensky mira a preservare, rilanciando la proposta di una tregua di 30 giorni sostenuta dagli Stati Uniti, legata anche agli accordi sulle terre rare. "Non vogliamo creare un’atmosfera che aiuti Putin a presentarsi come un leader riconciliatore", ha precisato il presidente ucraino, mentre Kiev consolida i legami con Washington e rivendica l’abbattimento di un caccia russo sul Mar Nero.
Intanto, nella capitale russa, i preparativi per la parata militare procedono tra misure di sicurezza senza precedenti. Dalle foto trapelate, si intravedono schierati i giganteschi missili balistici "Yars", capaci di trasportare testate nucleari, accanto a droni e sistemi d’artiglieria. Un dispiegamento di forza che, al di là della retorica celebrativa, sembra voler ribadire la potenza di un Paese ancora impegnato in un conflitto che, nonostante le dichiarazioni ufficiali, non accenna a placarsi.




