Trump chiede 10 miliardi a Murdoch per la lettera a Epstein: "Diffamazione"
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha avviato un’azione legale da 10 miliardi di dollari contro il Wall Street Journal, la sua controllante Dow Jones, la News Corp di Rupert Murdoch e due giornalisti, sostenendo che abbiano diffamato il presidente degli Stati Uniti collegandolo indebitamente a Jeffrey Epstein. La causa, presentata il 19 luglio in un tribunale federale della Florida, riguarda un articolo pubblicato dal Wsj in cui si citava una lettera – definita "oscena e criptica" – che Trump avrebbe inviato nel 2003 al finanziere, all’epoca in festa per il suo cinquantesimo compleanno.
Secondo il quotidiano, il messaggio conteneva il disegno di una donna nuda e una frase ambigua: "Buon compleanno – e che ogni giorno sia un altro meraviglioso segreto". Un dettaglio che, se confermato, riaprirebbe un capitolo imbarazzante dei rapporti tra i due, caratterizzati da frequentazioni pubbliche e private prima che Epstein venisse accusato di traffico sessuale di minori e morisse in carcere nel 2019, in circostanze ancora controverse.
Trump, che in passato aveva definito Epstein "un tipo fantastico" prima di prendere le distanze dopo il primo arresto del finanziere nel 2006, nega ogni addebito e accusa il Wsj di aver manipolato la notizia per danneggiarlo. "Falsa e maligna", la definisce l’avvocato del presidente, sottolineando che la pubblicazione rientrerebbe in una campagna orchestrata per influenzare l’opinione pubblica in vista delle prossime elezioni.
La vicenda giudiziaria si intreccia con un’altra mossa annunciata dall’amministrazione Trump: l’introduzione di una tassa da 250 dollari per chi entra negli Stati Uniti con un visto non immigrante, misura che colpirebbe turisti, professionisti in trasferta e studenti internazionali. Una scelta presentata come necessaria per "riequilibrare i costi", ma che rischia di alimentare polemiche già accese sull’isolazionismo economico degli Usa.
Quanto alla relazione con Epstein, i documenti finora emersi mostrano un legame durato anni, fatto di feste esclusive e frequentazioni comuni, prima che lo scandalo travolgesse il finanziere. Trump, che un tempo vantava di essere "il miglior amico" di Epstein, ha sempre negato di aver avuto conoscenza delle attività illegali dell’uomo, ribadendo di essersi allontanato da lui "molto prima che finisse nei guai". Ma la lettera del 2003, se autentica, potrebbe riaccendere dubbi su quanto fossero stretti i rapporti tra i due.




