I carrelli della spesa costano il 30% in più rispetto al 2019
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Redazione Economia
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Mettere nel carrello gli stessi prodotti alimentari che si acquistavano cinque anni fa richiede oggi, stando alle rilevazioni, una spesa superiore del trenta per cento. È questo il dato più eclatante che emerge incrociando il «rapporto Coop 2025» con la «Nota sull’andamento dell’economia italiana» pubblicata dall’Istat a luglio, il quale delinea un panorama di tensioni inflazionistiche persistenti, sebbene con dinamiche alterne.
Dopo una breve pausa registrata nei mesi precedenti, l’Istat segnala infatti per agosto una ripresa dell’aumento dei prezzi su base mensile, che tocca lo 0,4% per il solo comparto alimentare. Un incremento che, se analizzato in un’ottica più ampia, si traduce in una crescita dell’1,4% dall’inizio dell’anno e addirittura del 4% su base tendenziale, confrontando i dati con lo stesso mese del 2024.
L’impennata più significativa, che continua a pesare sui bilanci delle famiglie, si è verificata in quel periodo compreso tra la fine del 2021 e l’inizio del 2023, quando una concatenazione di eventi internazionali – sui quali gli analisti hanno ampiamente dissertato – innescò una spirale che appare ormai strutturale. Da allora, se il ritmo della corsa si è in parte moderato, la direzione è rimasta invariatamente verso l’alto.




