Esplode un petardo a un sedicenne, amputata la mano. A Bari bilancio mitigato tra emergenze e controlli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di San Silvestro, mentre si spengevano gli echi dei festeggiamenti, ha lasciato dietro di sé un carico di dolore e danni materiali che la centrale operativa del 118 di Foggia, diretta dal dottor Stefano Colelli, ha gestito con tempestività. L’intervento più drammatico, quello che meglio incarna i rischi estremi dei botti illegali, ha riguardato un ragazzo di sedici anni al quale è esploso un petardo tra le mani, riportando ferite così devastanti da rendere necessaria l’amputazione dell’arto. L’episodio, sebbine isolato nella sua gravità, si inserisce in una cornice di emergenze che i sanitari della rete e i medici dei pronto soccorso del Policlinico di Foggia e di San Giovanni Rotondo hanno affrontato per scongiurare il precipitare di altre situazioni critiche. La loro attività incessante, coordinata dalla sede di via Lorenzo Perosi, ha rappresentato un argine fondamentale contro gli esiti più tragici di gesti spesso compiuti senza consapevolezza del pericolo.

Il bilancio contrastante della Puglia

Se da un lato si registrano tragedie personali di immane portata, dall’altro il quadro cittadino di Bari offre dati in controtendenza. I danni al patrimonio urbano, infatti, sono stati contenuti: soltanto cinque cassonetti sono stati distrutti o danneggiati dall’esplosione di fuochi d’artificio, un numero che, seppur indicativo di comportamenti vandalici, colloca questo Capodanno tra i meno problematici degli ultimi anni. Un risultato non scontato, considerata l’alta affluenza di persone per gli eventi in città, dal concertone al passaggio della Fiamma olimpica. Le operazioni di pulizia e ripristino, supportate da uno sforzo straordinario di uomini e mezzi, hanno permesso di ripristinare il decoro e la funzionalità dei servizi in tempi rapidi, restituendo alla città un volto ordinato già all’alba del primo giorno dell’anno.

Feriti e azione delle forze dell'ordine

Non sono mancati, purtroppo, altri feriti legati all’uso di materiale pirotecnico. A Bari, un uomo di 46 anni è stato ricoverato d’urgenza al Policlinico con una grave lesione all’occhio sinistro, che comporta il concreto rischio della perdita della vista. A Corato, invece, due giovani di 22 e 26 anni hanno riportato escoriazioni lievi al volto. Parallelamente agli interventi sanitari, si è svolta un’intensa attività di prevenzione e contrasto da parte della Polizia di Stato, la quale ha intensificato i controlli sul territorio. L’operato delle forze dell’ordine ha portato a quattro denunce in stato di libertà e a cinque arresti, oltre al sequestro di una notevole quantità di materiale: quasi 3.800 chilogrammi di fuochi d’artificio privi delle necessarie certificazioni o del tutto vietati.

Una notte dagli esiti divergenti

La serata ha dunque mostrato due facce profondamente diverse. Da una parte, l’efficacia di un sistema di emergenza-urgenza che, pur sotto pressione, ha retto e operato con professionalità, e l’azione repressiva delle forze dell’ordine che ha tentato di limitare alla fonte i pericoli. Dall’altra, permane l’imprevedibilità e la violenza insita in certi oggetti, capaci di mutilare la vita di un adolescente in un attimo. Gli incidenti gravi, sebbene in numero limitato rispetto alla mole degli eventi pubblici, confermano come la piaga dei botti illegali e del loro uso improprio continui a mietere vittime, lasciando segni indelebili su chi li maneggia e sulle loro famiglie, mentre la città nel suo insieme tira un sospiro di sollievo per i danni materiali contenuti.

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