Netanyahu e la strategia delle case distrutte, mentre Hamas libera l’ostaggio israelo-americano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Benjamin Netanyahu, in un discorso riservato alla Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, avrebbe dichiarato di voler "distruggere sempre più case a Gaza", con l’obiettivo esplicito di impedire ai palestinesi di avere "un posto dove tornare". Le parole del premier, trapelate attraverso trascrizioni parziali pubblicate dal Times of Israel, rivelano una linea dura che si scontra con le crescenti critiche internazionali, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia che "a Gaza la gente sta morendo di fame, il cibo è oltre il confine".

Intanto, Hamas ha compiuto una mossa inattesa, liberando Edan Alexander, il ventunenne soldato israelo-americano catturato il 7 ottobre 2023 e rimasto prigioniero per 584 giorni. La scelta di rilasciarlo ora, alla vigilia della visita di Donald Trump in Medio Oriente, appare un gesto calcolato, quasi un "omaggio a Washington", come hanno sottolineato fonti vicine al gruppo. Alexander, originario di Teaneck, nel New Jersey, è il primo militare maschio dell’esercito israeliano a essere restituito vivo dopo l’inizio del conflitto, nonché l’ultimo ostaggio americano nelle mani dei miliziani.

La liberazione ha scatenato festeggiamenti nella sua città natale, dove centinaia di persone hanno invaso le strade al ritmo di musiche israeliane, in un’esplosione di sollievo che contrasta con le tensioni diplomatiche in corso. Trump, che oggi atterrerà in Arabia Saudita prima di raggiungere il Qatar, ha già annunciato di voler incontrare personalmente Alexander, trasformando la vicenda in un simbolo politico.

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