Luongo: "Operazione a Palermo rischiosa e difficile, ma eseguita in modo brillante"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha definito “rischiosa e difficile” l’operazione che oggi ha portato all’esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi a Palermo e provincia, smantellando diversi mandamenti mafiosi. “Ho seguito in prima persona, dalla Sala Operativa del Comando Generale, ogni fase dell’operazione”, ha dichiarato Luongo, sottolineando il continuo e diretto contatto con il Comandante provinciale di Palermo. “Un’operazione eseguita in modo brillante e impeccabile”, ha aggiunto, esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto.

Tra gli arrestati figurano nomi noti alle forze dell’ordine, come Giovanni Cusimano, rilasciato dal carcere nel 2021 e tornato a ricoprire il ruolo di “capo pretorio” di Cosa Nostra, e Francolino Spadaro, libero dal 2017, che aveva scelto di vivere nei quartieri eleganti di Palermo, non lontano da dove abitava Giovanni Falcone. Entrambi, una volta scarcerati, avevano ripreso a gestire affari illeciti, tra cui le scommesse online, riorganizzando i clan con ambizioni che il maxiblitz ha però messo a nudo, rivelando al contempo le fragilità di un’organizzazione in crisi.

La debolezza di Cosa Nostra, emersa con chiarezza negli ultimi anni, affonda le radici nella gestione corleonese e nella scelta suicidaria di Totò Riina di attaccare lo Stato negli anni ’90. Le bombe del 1993, che costrinsero l’Italia a confrontarsi apertamente con il potere mafioso, segnarono l’inizio di un isolamento progressivo. L’organizzazione, già indebolita dai cambiamenti politici seguiti alla caduta del muro di Berlino e a Tangentopoli, perse anche il sostegno di ’ndrangheta e camorra, che rifiutarono di aderire alla strategia terroristica.

Tra gli arrestati della maxi operazione c’è anche Gaetano Fernandez, 22 anni, noto per aver interpretato il piccolo Giuseppe Di Matteo nel film Sicilian Ghost Story. La pellicola, proiettata in diverse scuole, racconta la tragica storia del ragazzino sequestrato e ucciso dalla mafia per punire il padre, Santino Di Matteo, diventato collaboratore di giustizia. Un calvario durato 779 giorni, che ha segnato profondamente la memoria collettiva del Paese.

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