Tragedia sulla Rivoltana, un sorpasso fatale spezza la vita di Fabio Saladdino e Adele Villa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La domenica di sole, quel 15 marzo, si è trasformata in una sciagura indelebile per una famiglia di Cernusco sul Naviglio lungo il rettilineo della provinciale Rivoltana, all’altezza di Caravaggio, nella Bassa bergamasca. Un istante, forse una manovra azzardata, e il destino di cinque persone è cambiato per sempre: nello schianto che ha coinvolto quattro autovetture, hanno perso la vita Fabio Saladdino, un uomo di 38 anni, e sua suocera, Adele Villa, di 73. Entrambi viaggiavano a bordo di una Citroen C5, la stessa auto sulla quale si trovavano anche la moglie di Fabio e le loro due bambine, di 5 e 6 anni, sedute sul sedile posteriore accanto alla nonna. Un impatto violentissimo, una carambola inesorabile, e il loro mondo si è capovolto insieme alla vettura, finita in un fossato accanto alla carreggiata. L’urto, secondo le prime ricostruzioni effettuate dalla Polizia stradale di Treviglio, sarebbe stato innescato dal tentativo di sorpasso di una Mercedes Classe C180, condotta da una 29enne di origini albanesi residente a Calvenzano, la quale avrebbe invaso la corsia opposta senza avere lo spazio necessario per completare la manovra.

La dinamica, complessa e ancora al vaglio degli inquirenti, si sarebbe sviluppata in una frazione di secondo. La giovane alla guida della Mercedes avrebbe tentato di superare una Volkswagen Sharan, a bordo della quale viaggiava una famiglia di origini marocchine; nel farlo, avrebbe urtato il veicolo, facendogli perdere aderenza e provocandone lo sbandamento. La Volkswagen, dopo essere finita nella fanghiglia a lato della strada, sarebbe poi rimbalzata sulla carreggiata, andando a colpire una Jeep condotta da un 74enne di Fontanella. Ma la traiettoria più tragica fu quella della Mercedes che, sbandando a sua volta, si trovò proiettata nella corsia opposta, proprio davanti alla Citroen guidata da Fabio Saladdino. Lo scontro frontale con la C5, sopraggiunta in direzione Mozzanica, fu inevitabile e di un’intensità tale da far ribaltare il veicolo della famiglia di Cernusco e scaraventarlo nel canale irriguo che costeggia la strada. Per Fabio e per Adele Villa non ci fu scampo: i soccorritori del 118, giunti con ambulanze e due elicotteri da Bergamo e Bresso, non poterono che constatare il decesso dei due. Le loro esistenze, spezzate sul colpo, hanno lasciato un vuoto incolmabile in chi li conosceva.

Le vittime e il dolore di una comunità interrotta

Il profilo di Fabio Saladdino, nativo di Catania ma residente da tempo nel Milanese, emerge nitido dai racconti di chi lo frequentava: un uomo dedito al lavoro, un professionista stimato che aveva costruito la sua carriera nel settore della vendita al dettaglio. Per un decennio aveva lavorato in un negozio Prenatal, dove era cresciuto professionalmente fino a diventare store manager; successivamente, dal 2017 al 2020, aveva diretto un punto vendita PittaRosso. Dal 2020, il suo percorso lo aveva portato in Facile.it, dove ricopriva il ruolo di gestore del negozio di Treviglio, in viale Filagno. Proprio lì, stamane, alcuni clienti lo attendevano per finalizzare un contratto, ignari della tragedia che lo aveva travolto. “Era dolcissimo”, è il ricordo commosso di chi lo incrociava ogni giorno, un ritratto che contrasta drammaticamente con la freddezza della cronaca. Con lui, nell’abitacolo della C5, c’era anche Ebby, il golden retriever di famiglia, che dopo lo schianto era fuggito spaventato per poi essere ritrovato e messo in salvo solo ore più tardi. Adele Villa, la suocera, condivideva quel viaggio e quel destino, seduta accanto alle nipotine che, insieme alla madre Silvia Goretti, sono rimaste ferite. Le due bambine e la loro mamma sono state trasportate in codice giallo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, mentre gli occupanti degli altri veicoli coinvolti – tra cui la conducente della Mercedes e i passeggeri della Volkswagen e della Jeep – sono stati ricoverati negli ospedali di Treviglio e Brescia, i loro nomi destinati a restare, per ora, sullo sfondo di una vicenda che ha invece un nucleo di dolore ben preciso.

I rilievi e la ricerca della verità processuale

Gli agenti della Polizia stradale hanno lavorato fino al pomeriggio per eseguire i rilievi del caso, cercando di fissare ogni dettaglio su quella carreggiata che per ore è rimasta chiusa al traffico. Le lamiere contorte dei veicoli, i segni di frenata, la posizione definitiva della Citroen nel fossato: ogni elemento è stato fotografato e misurato per risalire con precisione alla dinamica. Un ausilio fondamentale potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza di un ristorante situato nelle vicinanze del punto d’impatto; le immagini, già acquisite dagli inquirenti, potrebbero aver ripreso l’intera sequenza, offrendo una ricostruzione oggettiva e incontrovertibile di quei secondi fatali. La Procura di Bergamo, che ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto, valuterà ogni riscontro per stabilire le eventuali responsabilità penali, in un’inchiesta che si preannuncia complessa data la natura a catena dell’incidente. L’attenzione, ora, è concentrata sulla manovra della 29enne alla guida della Mercedes, un sorpasso che, se confermato come irregolare, potrebbe configurarsi come la causa scatenante di una reazione a catena che ha portato alla morte di due persone e al ferimento di altre otto, tra cui due bambine così piccole da aver appena iniziato a vivere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.