Ictus, una corsa contro il tempo dove ogni minuto perde due milioni di neuroni
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Redazione Salute
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Un volto che, all'improvviso, si deforma in una smorfia asimmetrica, una parola che si incaglia prima di uscire dalle labbra o un braccio che, senza un motivo apparente, perde forza e cade lungo il fianco: sono questi i segnali, a volte sfuggenti e altre volte plateali, con i quali si manifesta l'ictus, una patologia neurologica che, in Italia, colpisce quasi centoventimila persone ogni anno. L'evento, che irrompe in modo inaspettato e silenzioso, ha un impatto devastante, configurandosi come la prima causa di disabilità nel nostro Paese; se non viene trattato con la massima tempestività, ogni minuto che passa può comportare la perdita di circa due milioni di neuroni, i quali, morendo, portano con sé funzioni essenziali e frammenti di esistenza.
Il metodo FAST e l'importanza della risposta immediata
Proprio per sottolineare l'assoluta urgenza di un intervento rapido, in occasione del World Stroke Day che si celebra annualmente il 29 ottobre, l'ISA-AII (Italian Stroke Association – Associazione Italiana Ictus) ha organizzato, insieme ad A., una campagna di sensibilizzazione incentrata sul riconoscimento precoce dei sintomi. La strategia si basa sul metodo FAST, un acronimo inglese – che sta per Face (viso), Arms (braccia), Speech (linguaggio), Time (tempo) – il quale fornisce una guida immediata su cosa osservare per sospettare un attacco in corso: la paralisi di un lato del volto, la debolezza di un arto e la difficoltà a esprimersi sono i campanelli d'allarme che, anche se isolati, devono spingere a chiamare senza indugio il numero di emergenza. L'obiettivo, infatti, è quello di limitare il più possibile il danno cerebrale, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza e, non secondario, di un recupero funzionale soddisfacente.
Il peso delle malattie cerebrovascolari in Italia
Il quadro epidemiologico nazionale, del resto, conferma la gravità di questa emergenza sanitaria. Le malattie del sistema circolatorio, che comprendono al loro interno l'ictus insieme ad altre patologie come quelle ischemiche del cuore, costituiscono la prima causa di morte, essendo responsabili del 30,9% di tutti i decessi registrati nel 2022, che è l'ultimo dato di mortalità disponibile. Andando a scomporre questo dato, si evince che i decessi attribuibili specificamente alle malattie cerebrovascolari rappresentano da soli il 24,6% del totale dei decessi per cause circolatorie, un dato che, seppur in calo negli ultimi trent'anni grazie ai progressi nella prevenzione e nelle cure, continua a rappresentare un pesante fardello per la salute pubblica.
La giornata mondiale per la sensibilizzazione globale
La Giornata mondiale dell'ictus, istituita per accendere i riflettori su questa patologia cerebrovascolare, assume quindi un'importanza cruciale a livello globale, considerato che l'ictus è responsabile di 7,25 milioni di decessi ogni anno nel mondo. L'accesso tempestivo a cure specializzate, che si tratti di terapie farmacologiche o di procedure endovascolari, rimane il fattore determinante per scongiurare esiti gravi e permanenti; non a caso, il colpo apoplettico è classificato come la quarta causa di disabilità in tutto il pianeta, un primato negativo che impone una riflessione profonda sull'organizzazione dei percorsi di emergenza e sulla diffusione della cultura della prevenzione, la quale passa inevitabilmente anche attraverso la correzione dei fattori di rischio e l'adozione di stili di vita salutari.




