Michele Mari vince il premio Strega 2026 con "I convitati di pietra"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Michele Mari ha vinto l'ottantesima edizione del Premio Strega, il più importante riconoscimento letterario italiano, con il romanzo "I convitati di pietra" pubblicato da Einaudi. La proclamazione è avvenuta al termine di una serata che per la prima volta si è svolta in piazza del Campidoglio, a Roma, e che ha visto la partecipazione di scrittori, editori e addetti ai lavori.
Mari ha confermato i pronostici della vigilia che lo davano come il principale favorito, ottenendo un netto distacco sugli altri finalisti e mettendo a segno un successo che arriva in un'edizione segnata da una polemica legata a presunte dichiarazioni sulla scrittrice Michela Murgia.
La classifica finale e il distacco dagli inseguitori
L'autore milanese si è imposto con 190 voti, superando in modo piuttosto netto Matteo Nucci, che con "Platone. Una storia d'amore" (Feltrinelli) ha ottenuto 152 preferenze, un distacco di 38 voti che conferma il margine già emerso nella semifinale. Al terzo posto si è classificata Bianca Pitzorno con "La sonnambula" (Bompiani), che ha raccolto 84 voti.
La classifica dei sei finalisti vede al quarto posto Alcide Pierantozzi, con "Lo sbilico" (Einaudi), fermo a 78 voti; quinta Teresa Ciabatti con "Donnaregina" (Mondadori) a quota 75; e sesta Elena Rui con "Vedove di Camus" (L'orma), che ha ottenuto 64 voti. In totale, dei 400 aventi diritto al voto ne sono stati espressi 361, pari all'80,4 per cento.
Il romanzo vincitore: un patto tra ex compagni di liceo
Il romanzo di Mari, proposto al premio da Vittorio Lingiardi, racconta una storia che prende avvio il 22 luglio del 1975, quando una classe del liceo Berchet di Milano, dopo aver festeggiato il primo anniversario della maturità con una cena all'osteria Calafuria, stipula quello che viene definito un "patto sciagurato". I trenta ex alunni decidono di versare ogni anno una somma di denaro in un fondo che, investito nel corso dei decenni, diventerà un'autentica fortuna.
Il meccanismo è crudele nella sua semplicità: il capitale andrà agli ultimi tre della classe ancora in vita e saranno proprio le cene annuali, che si ripetono dal 1975 fino al 2050, a trasformarsi in un rituale inquietante fatto di attese, sospetti e il calcolo delle probabilità di sopravvivenza.
Un romanzo, questo di Mari, che gioca con le pulsioni nascoste all'interno dell'amicizia, trasformando una scommessa nata quasi per gioco in una competizione spietata dove l'ultimo rimasto in vita si aggiudicherà un tesoro. L'autore segue i suoi personaggi lungo gli anni, tra rancori sopiti e amori taciuti, in un'atmosfera che mescola l'ambiguità delle cene di classe a un meccanismo da thriller psicologico, dove il tempo della scuola è l'unico a rimanere immobile e ogni anno che passa avvicina alla meta finale.
La serata al Campidoglio e il tour dell'autore
La cerimonia finale, condotta da Pino Strabioli e Gloria Campaner, è andata in onda in diretta su Rai 3 e ha visto la partecipazione di diverse autorità istituzionali, tra cui il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone. Il premio è stato consegnato a Mari da Andrea D'Angelo, vicepresidente di Strega Alberti Benevento, con la conduzione dello scrutinio affidata ad Andrea Bajani, vincitore della scorsa edizione.
Nel suo discorso di ringraziamento, Mari ha voluto ringraziare la casa editrice, l'agente che ha avuto l'idea di candidarlo e Vittorio Lingiardi, oltre a rivolgersi con affetto alla moglie e ai figli, invitandoli a salire sul palco. Il vincitore proseguirà il suo percorso con lo Strega Tour, che lo porterà in diverse località italiane, da Lonato del Garda a Cortina d'Ampezzo, fino agli eventi conclusivi di Benevento e Palermo.




