Italgas stacca un dividendo 2026 in crescita a 0,432 euro, ricavi e utile volano con l’integrazione di 2i Rete Gas

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Italgas, riunitosi per l’esame dei conti relativi all’esercizio 2025, ha proposto alla prossima assemblea degli azionisti – quest’ultima convocata per il 21 aprile 2026 – la distribuzione di un dividendo pari a 0,432 euro per ciascuna azione ordinaria. La cedola, se si considera l’ammontare complessivo messo in pagamento lo scorso anno (quel 0,406 euro che aveva già segnato un passo avanti nella politica di remunerazione del gruppo), segna un incremento del 13,3 per cento, un dato che i vertici della società leggono come un segnale di continuità nella creazione di valore per i soci. Lo stacco della cedola, salvo sorprese dell’ultima ora, è stato fissato per lunedì 18 maggio 2026, con il successivo pagamento – questo avverrà a partire dal 20 maggio – che andrà a regime due giorni dopo la cosiddetta record date, il momento in cui si cristallizza la titolarità dell’azione utile per partecipare alla distribuzione. Sulla base delle quotazioni di chiusura del 3 marzo 2026, un Titolo che viaggiava a 10,41 euro, il rendimento effettivo si attesta attorno al 4,15 per cento, una percentuale che, in un contesto di tassi comunque interessanti, continua ad attirare l’interesse di quei investitori istituzionali e risparmiatori orientati al cosiddetto income.

Una crescita che viaggia sul filo dell’operazione straordinaria

L’esercizio 2025, per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Paolo Gallo, rappresenta uno spartiacque difficilmente eguagliabile in termini di trasformazione industriale. L’integrazione di 2i Rete Gas, operazione che ha di fatto ridefinito gli equilibri nel panorama europeo della distribuzione del gas, ha portato i suoi frutti nei numeri del bilancio consolidato. I ricavi totali hanno toccato quota 2,535 miliardi di euro, un balzo in avanti del 45,7 per cento su base annua che trova la sua ragion d’essere proprio nell’allargamento del perimetro aziendale; se si depura il dato da alcune componenti straordinarie, i ricavi adjusted si attestano a 2,484 miliardi, segnando comunque una progressione del 39,7 per cento. Non solo il fatturato, però, ha beneficiato della maxi-operazione: l’Ebitda adjusted, salito a 1,883 miliardi, evidenzia un +39,4 per cento, mentre l’Ebit adjusted si attesta a 1,206 miliardi, con una crescita del 46,9 per cento che fotografa l’efficacia con cui la società sta assorbendo e razionalizzando la nuova struttura. L’utile netto adjusted di pertinenza del gruppo, nonostante l’effetto tecnicamente diluitivo prodotto dall’aumento di capitale da 1,02 miliardi – quest’ultimo necessario proprio per sostenere finanziariamente l’acquisizione di 2i Rete Gas –, si è assestato a 674,5 milioni di euro, un +33,1 per cento che gli analisti di consensus avevano sostanzialmente centrato nelle loro previsioni.

Investimenti record e indebitamento sotto controllo

Il 2025, per Italgas, non è stato soltanto l’anno della grande acquisizione, ma anche un periodo di intensa attività sul fronte degli investimenti tecnici, capitolo quest’ultimo che ha assorbito risorse per 1.203,6 milioni di euro, un impegno economico che ha permesso non solo di portare avanti il piano di digitalizzazione delle reti – con particolare attenzione all’ammodernamento delle infrastrutture ex 2i – ma anche di estendere la rete di distribuzione, la quale oggi supera i 156 mila chilometri, con i contatori attivi che hanno raggiunto i 12,9 milioni. La Regulated Asset Base (Rab), il valore regolatorio degli asset su cui si calcola la remunerazione del capitale investito, si attesta ora a 15,7 miliardi di euro, un numero che consolida la posizione del gruppo nei confronti dell’autorità di regolazione. Per quanto riguarda la struttura finanziaria, l’indebitamento netto, escludendo gli effetti legati ai principi contabili IFRS 16 e IFRIC 12, si è attestato a 10.733,8 milioni di euro, mentre includendo tali componenti il debito finanziario netto sale a 10.867,8 milioni, un dato che, seppur in significativo aumento rispetto al passato – inevitabile conseguenza del leverage assunto per l’acquisizione –, risulta comunque inferiore alle attese del mercato, grazie anche a una gestione positiva del circolante nell’ultima parte dell’anno, che ha generato un miglioramento di circa 250 milioni di euro nel quarto trimestre.

Flussi di cassa e sinergie da integrazione

L’operatività del gruppo, anche in una fase di profonda riorganizzazione come quella attuale, ha mostrato una capacità di generazione di cassa più che solida: il flusso di cassa da attività operativa ha raggiunto 1.625,1 milioni di euro, un +48 per cento che consente alla società di coprire interamente l’esborso per gli investimenti netti e, al contempo, di far fronte alla distribuzione dei dividendi senza intaccare gli equilibri finanziari. Il free cash flow prima delle operazioni di finanza straordinaria, inoltre, si presenta positivo per 518,9 milioni. Sul fronte dell’integrazione di 2i Rete Gas, il gruppo ha già cominciato a raccogliere i primi frutti: le sinergie e le efficienze realizzate nel corso dell’anno ammontano a 35 milioni di euro, un risultato che rappresenta circa il 14 per cento dell’obiettivo complessivo che la società si è posta per il 2031. Un traguardo, quest’ultimo, che l’amministratore delegato Gallo ha definito come il segno tangibile di un percorso di crescita ininterrotto – la società non ha mai smesso di espandersi dal suo ritorno in Borsa nel 2016 – e che ha subito un’ulteriore accelerazione proprio grazie alla perfetta riuscita dell’integrazione della nuova realtà acquisita.

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