Garlasco, il mistero del "gradino zero" e l'assenza di sangue nella morte di Chiara Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A diciotto anni di distanza dal ritrovamento del corpo di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia, il caso continua a sollevare interrogativi che la riapertura del fascicolo da parte della procura e l’incidente probatorio in corso potrebbero almeno in parte chiarire. Sebbene Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, sia stato condannato in via definitiva per l’omicidio, nuovi dettagli emersi dalle indagini riaccendono i riflettori su dinamiche ancora non del tutto spiegate.

Uno degli elementi più controversi riguarda il cosiddetto "gradino zero", il primo della scala che dal piano terra conduce alla taverna, dove il corpo della giovane sarebbe stato fatto scivolare dopo l’omicidio. Quel che lascia perplessi gli investigatori è l’assenza di tracce ematiche su quel gradino, nonostante il passaggio del cadavere. Se la ricostruzione indicasse che l’assassino abbia trascinato Chiara senza poggiare i piedi sul marmo, fermandosi proprio lì, la mancanza di sangue apparirebbe incongruente. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe mettere in discussione parte della dinamica finora accettata.

Un altro tassello su cui si concentra la difesa di Stasi è il reperto numero 10, un’impronta sullo stipite della porta che sarebbe stata lasciata dall’assassino mentre usciva dalla casa. Gli avvocati chiedono analisi più approfondite per verificare la presenza di sangue, contestando i risultati finora ottenuti e opponendosi alla distruzione dei reperti. Il prossimo incidente probatorio, fissato per il 4 luglio, potrebbe essere decisivo per valutare queste nuove richieste.

Intanto, un’altra pista sembra riemergere dalle indagini: due impronte sul muro, attribuite dalla procura a un amico del fratello della vittima, riportano l’attenzione su possibili coinvolgimenti esterni. Un’ipotesi che, sebbene non abbia ancora trovato riscontri definitivi, alimenta ulteriori dubbi sulla ricostruzione ufficiale.

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