Italgas vara un nuovo bond a tasso fisso e una linea di credito da 900 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non solo un’emissione obbligazionaria, ma anche una nuova linea di credito revolving: Italgas, muovendosi su un duplice fronte finanziario, ha annunciato nelle scorse ore il lancio di un bond a tasso fisso con scadenza a sei anni, operazione che rappresenta la prima realizzata a valere sul Programma EMTN – quello stesso programma approvato da Consob già nel luglio del 2025 – e che si accompagna alla sottoscrizione di una linea da 900 milioni di euro. Il collocamento, va detto, è riservato esclusivamente agli investitori istituzionali, escludendo quindi la platea retail, e vede come joint bookrunner un consorzio di primario standing: ci sono BNP Paribas, BofA Securities, Crédit Agricole CIB, IMI-Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Mediobanca e Société Générale, tutti chiamati a dirigere e organizzare l’operazione.

Il pre-funding come leva strategica per la gestione del debito

Dalla stessa società hanno spiegato che l’emissione – e qui sta il nodo centrale della strategia – risponde a una logica di pre-funding dei fabbisogni finanziari futuri, senza che venga specificato a quali scadenze o investimenti sia legata questa copertura anticipata. Si tratta, in altri termini, di un’operazione che non nasce da un’urgenza immediata di cassa, ma piuttosto da un disegno più ampio di ottimizzazione della struttura del debito, coerentemente con quanto Italgas ha già messo nero su bianco nei propri piani di gestione finanziaria. Il bond, a tasso fisso, offre agli acquirenti istituzionali una scadenza precisa (sei anni) e una cedola che verrà definita in fase di collocamento, secondo le consuete dinamiche di mercato.

Una revolving credit facility da 900 milioni legata a parametri Esg

Parallelamente all’annuncio del bond, Italgas ha comunicato di aver sottoscritto con un pool di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving – una cosiddetta Revolving Credit Facility – dell’importo complessivo di 900 milioni di euro, con una durata massima di cinque anni. Questa operazione, a ben vedere, non è del tutto nuova nella forma: va infatti a rifinanziare una precedente linea da 600 milioni sottoscritta nel 2024, aumentandone però l’ammontare e agganciandola a precisi indicatori di sostenibilità. La società ha precisato che il nuovo accordo è legato ad alcuni Key Performance Indicators, tra i quali spiccano la riduzione delle emissioni di Scope 1 e 2 (quelle dirette e quelle indirette da energia acquistata) e l’incremento della quota di donne in posizioni di responsabilità, obiettivi questi allineati con i target fissati nel Piano Strategico 2025.

Un’operazione a due gambe tra tradizione e innovazione finanziaria

Se da un lato il bond a sei anni rappresenta uno strumento classico per raccogliere risorse sul mercato obbligazionario – seppur con il crisma del pre-funding – dall’altro la nuova linea revolving da 900 milioni introduce un elemento di condizionalità legato alla performance Esg, una caratteristica ormai sempre più frequente nelle operazioni di finanziamento delle grandi utility quotate. L’insieme delle due mosse, insomma, disegna una strategia a due velocità: una a medio termine con il bond per gli istituzionali, l’altra più flessibile e rinnovabile con la linea di credito, che rifinanzia il debito preesistente e lo amplia. Restano da definire i dettagli del pricing del bond e il suo effettivo collocamento, mentre per la revolving facility l’accordo è già operativo con il pool di banche, le cui identità non sono state singolarmente rivelate.

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