Meloni ad Addis Abeba: "Il know-how italiano per rilanciare i sistemi alimentari africani"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Addis Abeba, 28 luglio – "L’insicurezza alimentare è, in ogni suo aspetto, una questione politica. Ma non solo: è anche, e soprattutto, un problema economico". Con queste parole, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta al Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari, co-presieduto da Italia ed Etiopia, sottolineando come il tema della fame non possa essere ridotto alla sola dimensione dell’emergenza. "Commetteremmo un grave errore", ha aggiunto, "se ci limitassimo a guardare ai sistemi alimentari attraverso il volto della povertà e della sofferenza".

Meloni ha ribadito che investire in catene di produzione solide e resilienti rappresenta una priorità per la crescita globale, puntando l’attenzione sul continente africano. "La sicurezza alimentare è una sfida prioritaria per la comunità internazionale", ha dichiarato, "ed è essenziale coinvolgere l’Africa come protagonista delle decisioni". Un approccio che passa, secondo il governo italiano, attraverso il Piano Mattei, presentato come modello di cooperazione basato su partenariati pubblico-privati.

"L’Italia vanta un know-how unico, che coniuga tradizione e innovazione", ha spiegato Meloni, riferendosi in particolare al settore agroalimentare. "Abbiamo messo questo patrimonio a disposizione dei nostri partner africani, costruendo collaborazioni che attraggono investimenti e garantiscono risultati concreti". Un riferimento implicito alle critiche mosse in passato agli aiuti internazionali, spesso accusati di favorire dipendenze piuttosto che sviluppo autonomo.

Il vertice di Addis Abeba si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle crisi alimentari, aggravate dai conflitti e dagli effetti del cambiamento climatico. Se da un lato l’Italia punta a posizionarsi come mediatrice tra Europa e Africa, dall’altro il discorso di Meloni ha evitato toni assistenzialisti, preferendo enfatizzare le opportunità economiche. Senza citare direttamente le migrazioni – tema strettamente legato alla stabilità alimentare – il messaggio è chiaro: "Sistemi alimentari efficienti sono motori di crescita e sviluppo".

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