Ostaggi liberati, a Tel Aviv l'abbraccio dell'attesa mentre a Roma si rimuovono i manifesti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una folla immensa, un fiume in piena composto da amici, familiari e semplici cittadini, si è riversata sulla Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv non appena la notizia della liberazione ha iniziato a diffondersi, interrompendo un'attesa durata oltre due anni; un periodo durante il quale non si è mai smesso di sperare, di organizzare raduni e mobilitazioni continue per tenere alta l'attenzione su quelle vite sospese e spingere perché si trattasse per il loro ritorno. «Finalmente si sta realizzando ciò per cui abbiamo lottato», hanno ripetuto in molti, tra canti, applausi e abbracci carichi di un'emozione che, dopo tanto tempo, fatica a trovare parole adeguate per esprimersi, mentre l'aria si riempiva di una gioia trepidante in attesa di rivedere i venti volti tanto agognati.

La gioia amara di Roma e il pensiero per chi non tornerà

In Via Toaff, nel cuore del quartiere ebraico romano, l'atmosfera è stata invece un misto di sollievo e di un dolore che non accenna a placarsi; mentre le operazioni per rimuovere i manifesti che per mesi hanno invocato il ritorno degli ostaggi rapiti in quel lontano ottobre del 2023 procedevano, tra la gente si avvertiva una gioia amara, segnata dalla consapevolezza di un prezzo altissimo pagato. «Il rilascio degli ostaggi? Mi viene da pensare di più a quelli che non torneranno più», ha confessato una voce, esprimendo un sentimento comune e un conflitto interiore che oscilla tra la felicità per chi ce l'ha fatta e un lutto profondo per le assenze definitive, in un alternarsi di stati d'animo che definisce, in modo crudo e autentico, l'umanità di chi ha vissuto questa prova.

Meloni a Sharm el-Sheikh per la firma degli accordi di pace

Sullo sfondo di questi sviluppi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Sharm el-Sheikh per partecipare alla cerimonia della firma degli accordi di pace in Medio Oriente, a cui prendono parte oltre venti leader internazionali. In un messaggio sulla sua piattaforma sociale, Meloni ha definito la giornata "storica", attribuendo il risultato straordinario della liberazione degli ostaggi alla determinazione della diplomazia internazionale e all'attuazione della prima parte del Piano di pace del presidente americano Donald Trump, sottolineando come questo evento rappresenti un punto di svolta dopo anni di tensioni.

Il discorso di Trump alla Knesset: l'opportunità per i palestinesi

Proprio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo alla Knesset, ha tracciato la linea per il futuro immediato, dichiarando che i palestinesi hanno ora l'opportunità concreta di abbandonare la violenza per intraprendere un cammino diverso. «In questi mesi – ha raccontato – ho incontrato persone che vogliono che questo accada», lasciando intendere un lavoro diplomatico intenso e capillare. Trump ha poi sottolineato la necessità di voltare pagina, affermando che, dopo tanta violenza e dolore, è giunto il momento di concentrarsi sulla ricostruzione, sulla stabilità e sullo sviluppo economico, uniche vie percorribili per garantire ai palestinesi stessi una vita migliore e più dignitosa.

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