Ebola in RD Congo, oltre 200 morti: Msf parla di epidemia senza precedenti
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Redazione Salute
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L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato le 200 vittime e Medici Senza Frontiere definisce la situazione “senza precedenti”, mentre nel Paese aumentano le tensioni attorno alle strutture sanitarie impegnate nel contenimento del contagio.
Secondo quanto riferito dal coordinatore delle emergenze di Msf, i numeri disponibili sarebbero inoltre sottostimati.
La diffusione del virus continua a colpire in particolare l’est della RD Congo, dove il sistema sanitario si trova a gestire sia l’emergenza epidemiologica sia le proteste di gruppi locali contrari alle misure imposte dalle autorità per limitare i contagi. ilsud-est +3
Nel bilancio più recente si parla di oltre 900 casi sospetti e almeno 204 morti collegati all’epidemia di Ebola. La situazione viene descritta come particolarmente complessa anche per la difficoltà nel monitorare il territorio e nel garantire la sicurezza del personale medico.
Msf sottolinea che l’emergenza ha caratteristiche eccezionali rispetto ai precedenti focolai registrati nel Paese. L’aumento dei casi e le difficoltà operative stanno rendendo più complicato il lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari impegnati nei centri di isolamento e nelle strutture dedicate alla gestione dei pazienti. repubblica +3
Assalti agli ospedali e tensione nelle aree colpite dal virus
Nell’est della Repubblica Democratica del Congo si sono verificati nuovi episodi di violenza contro gli ospedali coinvolti nella lotta contro Ebola. In una sola settimana, gruppi di giovani hanno preso d’assalto per tre volte strutture sanitarie legate alla gestione dell’emergenza.
Le proteste nascono dalla richiesta di sapere che fine abbiano fatto alcuni familiari deceduti e dalla volontà di recuperare i corpi delle vittime. Le autorità hanno imposto procedure rigide per impedire il contagio, comprese limitazioni alle pratiche funerarie tradizionali che prevedono il contatto diretto con i cadaveri. ilsud-est +3
L’episodio più recente è avvenuto all’ospedale generale di Mongbwalu, nella provincia dell’Ituri. Durante l’assalto, medici e infermieri sono stati costretti a evacuare pazienti e personale mentre all’esterno si sentivano colpi d’arma da fuoco.
Secondo le informazioni diffuse, alcuni giovani si sarebbero introdotti nel centro sanitario per recuperare la salma di un sacerdote morto a causa della febbre emorragica.
Le strutture colpite erano utilizzate per l’isolamento dei casi sospetti di Ebola e i danni provocati dagli attacchi rischiano di compromettere ulteriormente la gestione dell’emergenza sanitaria nelle aree più colpite. repubblica +3
L’allarme dell’Oms sui Paesi confinanti con il Congo
L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un avvertimento ai Paesi confinanti con la Repubblica Democratica del Congo, definiti “particolarmente a rischio” per la diffusione del virus Ebola.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto l’adozione immediata di misure di contenimento per evitare nuovi focolai oltre i confini congolesi. L’allarme arriva mentre il Congo resta l’epicentro dell’attuale epidemia e le autorità internazionali monitorano l’evoluzione del contagio. quotidianosanita +3
La combinazione tra aumento dei casi sospetti, difficoltà operative sul territorio e tensioni contro il personale sanitario continua ad alimentare le preoccupazioni delle organizzazioni impegnate nell’emergenza.
Le restrizioni introdotte per limitare il contagio stanno infatti incontrando resistenze locali, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle salme e i funerali.
In questo contesto, gli organismi internazionali insistono sulla necessità di rafforzare rapidamente gli interventi sanitari e le misure di prevenzione nei territori confinanti con la RD Congo. askanews +3




