Bergamo nona città più cara d’Italia, Bolzano in testa alla classifica
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Redazione Economia
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L’inflazione, seppure in rallentamento, continua a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie, con differenze marcate tra una città e l’altra. I dati territoriali diffusi dall’Istat per maggio 2025, elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, rivelano che Bolzano è la realtà urbana con il carovita più pesante: un’inflazione tendenziale del +2,3%, che si traduce in 763 euro di spesa aggiuntiva annua per un nucleo familiare medio. A seguire, nella stessa fascia percentuale, compaiono Venezia e Napoli, mentre Bergamo conquista il nono posto, confermandosi come la città lombarda con il rincaro più consistente.
Se a livello nazionale l’indice dei prezzi al consumo segna un +1,6% su base annua – in calo rispetto all’1,9% di aprile –, il dato non riflette l’andamento di alcuni settori cruciali. Il carrello della spesa, ad esempio, registra un’impennata del 2,7%, trainata dagli alimentari e dai beni per la cura della casa e della persona. «La decelerazione generale», spiega l’Istat, «è dovuta principalmente al calo dei prezzi dell’energia, dei servizi ricreativi e dei trasporti», mentre restano criticità per i prodotti di prima necessità.
Bergamo, che a febbraio occupava la decima posizione su 78 città monitorate, ha scalato la classifica, entrando nella top ten dei centri urbani con il maggior incremento delle uscite familiari. Un trend che, seppur in linea con la media nazionale, sottolinea dinamiche locali più accentuate, come dimostrano i report periodici dell’Unione consumatori.




