Djimsiti dice addio all'Atalanta: ufficiale il trasferimento in Arabia Saudita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La separazione, quella vera e definitiva, è arrivata con la fumata bianca che sancisce il passaggio di Berat Djimsiti all'Al-Diriyah. Il difensore albanese, classe 1993, lascia Bergamo dopo otto stagioni e mezza vissute tra alti e bassi, intervallate da esperienze in prestito che non ne hanno però scalfito il legame con il club nerazzurro.

La trattativa, ormai imbastita da settimane, si è conclusa sulla base di un accordo biennale che garantirà al giocatore un ingaggio da 3 milioni di euro a stagione, mentre nelle casse dell'Atalanta andranno a finire circa 3 milioni di euro per il cartellino, una cifra che tiene conto della scadenza contrattuale ormai prossima e della volontà del calciatore di intraprendere questa nuova avventura.

L’addio su Instagram e il messaggio ai tifosi

Il saluto del centrale albanese è avvenuto attraverso i canali social, con una lunga lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram che ha toccato le corde più intime del rapporto costruito in questi anni con la piazza orobica. Djimsiti ha voluto ringraziare la città, i compagni e l'ambiente tutto, sottolineando come Bergamo sia diventata molto più di una semplice tappa della sua carriera. “Oggi inizia un nuovo capitolo – ha scritto il difensore – ma ci sono luoghi che non si lasciano davvero. Si può lasciare una squadra, si può lasciare una città, ma una casa ce la portiamo dentro”.

Un messaggio che lascia intendere quanto il legame con la realtà bergamasca vada al di là del rapporto professionale, quasi come se quella maglia nerazzurra avesse assunto i contorni di un affetto familiare più che di una semplice divisa sportiva.

I numeri di una carriera in nerazzurro

Il percorso di Djimsiti all'Atalanta è stato lungo e costellato di traguardi importanti, se si considera che il difensore è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista all'interno di una difesa che ha retto l'urto delle competizioni europee e del campionato italiano. Con 334 presenze complessive, il classe 1993 si è piazzato al quarto posto nella classifica dei calciatori più presenti nella storia del club, preceduto solamente da Marten de Roon con 445, Gianpaolo Bellini con 435 e Mario Pasalic con 344.

Un dato, quest'ultimo, che certifica la continuità e l'affidabilità del giocatore, il quale ha saputo alternare momenti di panchina a fasi in cui è stato un punto fermo dello scacchiere tattico di Gian Piero Gasperini. La sua capacità di adattamento, unita a un senso della posizione non comune, lo hanno reso un elemento prezioso per gli schemi del tecnico, che difficilmente potrà rimpiazzarlo con un profilo dalle stesse caratteristiche.

Il dopo Djimsiti: i nomi sul taccuino della Dea

Con la partenza ormai ufficiale, la dirigenza nerazzurra si è messa subito al lavoro per individuare il sostituto più adatto a coprire il vuoto lasciato dal difensore albanese, una ricerca che ha già portato a individuare diversi profili seguiti con attenzione negli ultimi giorni. Il nome che raccoglie maggior gradimento, stando alle ultime indiscrezioni, sembra essere quello di Thomas Kristensen, difensore classe 2002 in forza all'Udinese, un giovane dal fisico possente e con un buon margine di miglioramento, già abituato alla realtà del campionato italiano.

L'ostacolo principale per arrivare al danese è rappresentato dalla richiesta economica della società friulana, che valuta il cartellino in maniera elevata. Sul taccuino della Dea, però, figurerebbe anche un vecchio pallino del direttore sportivo Giuntoli, Jean-Clair Todibo, un centrale dal piede educato e con esperienza internazionale, ma il cui ingaggio rappresenta un ostacolo non indifferente per le casse del club.

Nel mezzo, come possibile alternativa low cost, spunta il nome del giovane Juma Bah, difensore classe 2006 di proprietà del Manchester City, un prospetto interessante che potrebbe rappresentare una scommessa per il futuro, anche se l'inesperienza potrebbe giocare a sfavore in una fase delicata come quella che attende la Dea tra campionato e coppe.

La scelta saudita e il futuro del calciatore

La destinazione scelta da Djimsiti, l'Al-Diriyah, rappresenta una delle realtà emergenti del calcio saudita, un campionato che negli ultimi anni sta attirando numerosi giocatori europei grazie a investimenti importanti e a progetti tecnici ambiziosi. Per il difensore albanese si tratta di una chance per concludere la carriera con un contratto economicamente vantaggioso, dopo aver speso il meglio della sua carriera tra i campi della Serie A e le notti europee.

Il biennale firmato con il club arabo, della durata di due stagioni, lo legherà al nuovo club fino al 2028, età in cui potrebbe appendersi le scarpette al chiodo. La scelta di trasferirsi in Medio Oriente, per quanto dettata anche da motivazioni contrattuali, non cancella il ricordo di un ciclo vincente che lo ha visto protagonista nelle ultime annate, culminate con la vittoria dell'Europa League nella scorsa stagione, un trofeo che resterà nella storia del club e nella memoria dei tifosi.

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