La Toyota trionfa a Imola, la Ferrari deve accontentarsi del secondo posto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La stagione 2026 del FIA World Endurance Championship si è aperta con un verdetto che, almeno sulla carta, porta il profumo della rivincita. Sul tracciato di Imola, teatro di una sfida che negli ultimi anni ha riacceso gli animi degli appassionati di resistenza, è stata la Toyota a imporre la propria legge, infliggendo un passivo doloroso alla Ferrari davanti al suo pubblico. La 6h di Imola, primo capitolo del mondiale, ha così consegnato il successo alla Hypercar nipponica #8, una vittoria costruita con pazienza e cinismo tattico, lontana dagli exploit solitari che avevano caratterizzato alcune delle precedenti edizioni.

Nonostante le previsioni avessero gettato più di un’ombra di incertezza sul meteo – a un’ora e mezza dal termine nuvole cariche e minacciose hanno accarezzato il circuito, limitandosi poi a qualche piccola goccia innocua che non ha mai davvero bagnato l’asfalto – la gara si è giocata interamente sull’asciutto. Ed è stata proprio questa assenza di pioggia a esaltare la strategia, quell’arma a doppio taglio che qui ha premiato senza appello i giapponesi. Due le neutralizzazioni nella prima metà di corsa, episodi che hanno permesso al muro Toyota di rimescolare le carte con una lucidità superiore.

Una strategia azzardata che ha pagato

La nuova arrivata, la TR010, ha debuttato nel migliore dei modi. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione: la vettura #8 affidata a Brendon Hartley, Ryo Hirakawa e Sébastien Buemi ha dimostrato un passo gara semplicemente fulmineo. Il momento chiave, però, è stato tattico, quasi un azzardo calcolato. Dopo le prime due ore di gara, sfruttando una fase di Virtual Safety Car, i tecnici giapponesi hanno optato per un pit stop lampo, con un rifornimento volutamente più breve del necessario. Una mossa, questa, che ha permesso alla #8 di scavalcare la Ferrari partita in pole position sabato, conquistando la testa della corsa per non lasciarla più.

La Rossa #51, quella dei campioni in carica, ha dovuto così cedere il passo, chiudendo in seconda posizione. E a completare il quadro di una supremazia nipponica netta ci ha pensato la vettura gemella, la Toyota #7, che ha agguantato il terzo gradino del podio. Per la Ferrari, insomma, un fine settimana iniziato con la bandiera italiana sventolata da Andrea Kimi Antonelli – leader del mondiale di Formula 1 – e concluso con l’amaro in bocca di un sorpasso subito ai box.

La sorpresa Toyota e il dominio in GT3

Quella che si è presentata al via del mondiale endurance è stata una Toyota sorprendente, profondamente rinnovata nella versione della sua Hypercar. L’azzardo del pit stop abbreviato, quel rifornimento ridotto che ha permesso di guadagnare secondi preziosi nel cambio pilota, è stato il vero spartiacque della gara. Un rischio, certo, perché una gestione più tirata del carburante avrebbe potuto costare caro nel finale, ma che invece ha retto fino alla bandiera a scacchi.

Dall’altra parte del paddock, e senza nulla togliere alla sfida principale tra i prototipi, c’è stato spazio anche per un’altra affermazione di rilievo. La BMW ha infatti dominato la categoria GT3, portando a casa un successo che per certi versi passa in secondo piano ma che conferma l’equilibrio del campionato nelle classi minori. La lotta, però, resta quella tra le due case regine dell’endurance: e per ora, il primo round va ai samurai.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.