Filippo Conca, il trionfo inatteso del campione senza squadra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Gorizia, dove il ciclismo italiano ha scritto una delle pagine più sorprendenti dei suoi 123 anni di storia, Filippo Conca ha firmato un’impresa che pochi avrebbero scommesso. Ventisettenne lecchese, cresciuto tra le file della Biesse-Arvedi e poi passato per Lotto e Q36.5, Conca ha conquistato il titolo tricolore battendo in una volata a cinque corridori di ben altro calibro: Alessandro Covi (UAE Team Emirates) e Thomas Pesenti (Soudal Quick-Step Devo Team), con Giovanni Aleotti e Mattia Gaffuri a completare il quintetto di testa.

Quello che colpisce, oltre alla vittoria in sé, è il contesto in cui è maturata. Conca, infatti, corre per lo Swatt Club, formazione Continental – la terza divisione del ciclismo – e si è presentato alla partenza senza un contratto per la stagione successiva. «Nessuno mi ha fatto un’offerta», ha confessato dopo il traguardo, aggiungendo che, senza il rinnovo con lo Swatt, avrebbe probabilmente chiuso con le corse. Una situazione che rende il suo successo ancor più emblematico, perché dimostra come il talento, quando sostenuto da determinazione, possa emergere anche al di fuori dei circuiti più blasonati.

La gara, disputata su un percorso di 228 chilometri tra Trieste e Gorizia, è stata descritta da alcuni osservatori come una delle peggiori edizioni degli ultimi decenni, con un ritmo discontinuo e scelte tattiche discutibili da parte dei big. Ma proprio questa incertezza ha permesso a Conca e ai suoi compagni di fuga di giocarsela in uno sprint conclusivo dove la freschezza ha fatto la differenza. «Mi sono preparato con il gravel per mantenere la condizione», ha spiegato il neocampione, sottolineando come l’assenza di gare ufficiali lo avesse costretto a cercare alternative per arrivare pronto all’appuntamento.

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