Yara Gambirasio, difesa Bossetti chiede nuovi accertamenti RIS
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Redazione Interno
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Nel caso Yara Gambirasio Bossetti la difesa di Massimo Giuseppe Bossetti ha depositato una nuova istanza alla Corte d’Assise di Bergamo, in qualità di giudice dell’esecuzione, chiedendo l’autorizzazione a svolgere accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici ancora esistenti. La richiesta riguarda elementi raccolti nel corso dell’inchiesta sull’omicidio della tredicenne e conservati nel rispetto della catena di custodia. Secondo quanto riportato, l’iniziativa arriva dopo l’acquisizione di nuova documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini, materiale che avrebbe reso necessario un ulteriore approfondimento tecnico da parte dei legali.
Contesto della richiesta e percorso giudiziario
L’istanza è stata presentata dagli avvocati Claudio Salvagno e Paolo Camporini, difensori di Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il provvedimento si inserisce in un percorso giudiziario già caratterizzato da richieste, ricorsi e controricorsi, fino al passaggio in Cassazione che aveva consentito alla difesa di accedere alla visione dei reperti. La nuova richiesta si rivolge nuovamente alla Corte d’Assise di Bergamo, chiamata a valutare la possibilità di autorizzare analisi tecnico-scientifiche su materiali già acquisiti nel corso delle indagini e tuttora conservati. Il riferimento resta l’insieme degli atti istruttori legati alla ricostruzione dei fatti contestati.
Nel quadro procedurale, la difesa sottolinea come le attività già autorizzate dal giudice dell’esecuzione abbiano portato a ulteriori acquisizioni documentali, in particolare la disponibilità di immagini ad alta definizione realizzate dal Ris di Parma. Questi elementi, secondo quanto riportato nell’istanza, avrebbero reso opportuno un aggiornamento delle valutazioni sui reperti e sui campioni biologici ancora esistenti. Il fascicolo riguarda in modo specifico la possibilità di approfondire il materiale già analizzato nel corso delle indagini originarie, senza che vengano indicati nuovi soggetti o ulteriori sviluppi esterni rispetto agli atti già noti del procedimento.
Reperti, fotografie del RIS e nuova istanza difensiva
Al centro della richiesta vi sono i reperti relativi agli abiti della vittima, tra cui leggings, slip, scarpe, felpa e giubbotto, tutti conservati secondo le procedure previste per la catena di custodia. La difesa evidenzia che proprio l’analisi della documentazione fotografica ad alta risoluzione prodotta dal Ris di Parma avrebbe fornito nuovi spunti per ulteriori verifiche tecniche sugli elementi già acquisiti. L’obiettivo dichiarato nell’istanza è ottenere l’autorizzazione a procedere con accertamenti scientifici sui campioni biologici ancora disponibili e sui reperti materiali, già oggetto di precedenti analisi investigative.
Secondo quanto emerge dagli atti depositati, gli avvocati di Bossetti sostengono che le informazioni oggi poste alla base della richiesta siano emerse solo dopo le attività autorizzate dal giudice dell’esecuzione e la successiva consegna della documentazione fotografica. Il riferimento riguarda un insieme di materiali che, pur già analizzati in passato, vengono ora riletti alla luce di nuove acquisizioni tecniche. La Corte d’Assise di Bergamo dovrà quindi valutare se sussistano i presupposti per autorizzare ulteriori esami sui reperti ancora esistenti nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio.




