Sopralluogo Ris casa giudice Ercolini: nuovi accertamenti
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Redazione Interno
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PESARO – Il sopralluogo dei Ris nella casa di viale Zara dove venne trovata senza vita la giudice Francesca Ercolini si è concluso dopo circa tre ore e mezza di accertamenti, iniziati alle 9 del mattino e seguiti dal pubblico ministero Roberta D’Avolio, titolare dell’inchiesta. All’interno dell’abitazione e nelle immediate vicinanze erano presenti una ventina di persone tra investigatori, avvocati e consulenti nominati dalle parti, in un contesto di verifiche tecniche inserite nell’incidente probatorio disposto dalla Procura dell’Aquila. L’attività rientra nel filone investigativo riaperto sulla morte della magistrata, avvenuta il 26 dicembre 2022, e continua a raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
Le operazioni dei Ris nell’abitazione di viale Zara
Le operazioni dei carabinieri del Ris si sono concentrate sull’analisi dettagliata degli ambienti interni della casa di viale Zara, con verifiche tecniche iniziate in mattinata e concluse poco dopo le 12.30, per un totale di circa quattro ore di lavoro. L’intervento rientra nell’ambito dell’incidente probatorio disposto nell’inchiesta sulla morte della giudice Francesca Ercolini e ha coinvolto attività di rilievo e osservazione della scena già esaminata in precedenza. Gli specialisti dell’Arma erano entrati nell’abitazione attorno alle 9, operando in coordinamento con le altre figure presenti sul posto, in un contesto di accertamenti ripetuti e finalizzati a consolidare gli elementi già raccolti.
Lo scorso settembre era stata inoltre realizzata una ricostruzione della scena del decesso, finalizzata a chiarire le modalità con cui la magistrata avrebbe potuto perdere la vita. La giudice Francesca Ercolini, presidente della seconda sezione civile del Tribunale di Ancona, era stata trovata senza vita il giorno di Santo Stefano del 2022 nella stessa abitazione, elemento che ha reso necessario un ulteriore approfondimento tecnico. Le attività dei Ris si inseriscono quindi in una sequenza di accertamenti progressivi, che negli anni hanno portato a riletture della scena e a nuove verifiche sugli elementi già acquisiti dagli investigatori.
L’inchiesta riaperta e gli elementi al centro dell’indagine
L’inchiesta sulla morte della giudice Francesca Ercolini, inizialmente archiviata come suicidio, è stata successivamente riaperta con l’ipotesi di omicidio, portando all’iscrizione nel registro degli indagati del marito Lorenzo Ruggeri e di un ex poliziotto amico di famiglia. Tra gli elementi tornati al centro dell’attenzione figura anche una lettera-preghiera rinvenuta nell’abitazione di viale Zara già durante il primo intervento del 26 dicembre 2022, collocata nel soggiorno sopra una mensola accanto a un’immagine sacra. Il testo, che inizia con la frase “Signore aiutaci in questo momento di difficoltà”, viene oggi inserito nel mosaico degli elementi riletti dagli investigatori.
Nel quadro investigativo emergono inoltre diversi aspetti definiti come rebus irrisolti, tra cui elementi relativi alla scena del decesso e all’orario della morte, insieme a dettagli materiali come il foulard citato negli accertamenti. Questi aspetti, già oggetto di analisi nel corso delle precedenti fasi dell’inchiesta, sono tornati al centro delle verifiche dei Ris e degli inquirenti, che stanno rileggendo l’intero contesto della casa di viale Zara. L’obiettivo delle attività tecniche è quello di consolidare o ridefinire la ricostruzione dei fatti attraverso riscontri oggettivi già acquisiti nel procedimento.




